Salta al contenuto Skip to sidebar Skip to footer

Abitare la propria fragilità, per aprirsi all’accoglienza

La tre giorni del Gruppo Ai.Bi. a Casino di Terra (PI), “Nell’accoglienza, senza saperlo, si incontrano angeli”, ha ribadito come alla base di tutte le azioni che le diverse realtà portano avanti vi sia sempre il messaggio della spiritualità dell’accoglienza

“Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Mt. 18,20).
Quella appena riportata non è stata la più ricorrente tra le tante citazioni del Vangelo e della Bibbia utilizzate nel corso del XXXIII incontro nazionale associativo del Gruppo Ai.Bi. Amici dei Bambini tenutosi a Casino di Terra (PI), ma è una delle prime che viene in mente, oggi, ripensando a quei momenti di condivisione e di riflessione, accompagnati dalla costante preghiera, vissuti da famiglie, volontari, dirigenti e collaboratori nel corso del tradizionale appuntamento di fine estate.
Un appuntamento che riunisce insieme tutti i soggetti coinvolti a diverso titolo nel Gruppo (Fondazione Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS, Cooperativa AIBC e Associazione La Pietra Scartata), che traccia un punto della situazione e, soprattutto, indica la rotta da seguire per il futuro.

Accogliere nel nome di Gesù Bambino-Abbandonato

L’invito per questa edizione del seminario esortava a riflettere su come “Nell’accoglienza, senza saperlo, si incontrano angeli”; e su questo tema hanno insistito tutti gli interventi tenuti. A partire da quello del fondatore e Presidente della Fondazione Ai.Bi. Marco Griffini, che ha sollecitato i presenti, proprio a partire dal famoso dipinto di un angelo di Paul Klee, a non guardare al passato con sentimenti di nostalgia, ma attingendo da lì la linfa vitale “ verso un domani pieno di stupore e di meraviglia per ciò che ogni giorno accadrà”. Il tutto, rimanendo sempre fedeli all’identità del movimento: “Scoprire la bellezza e la fecondità dell’accoglienza nel nome di Gesù Bambino-Abbandonato”.
“È qui che si gioca – ha proseguito il presidente – la differenza con altre realtà di accoglienza: essere al servizio di Gesù Bambino-Abbandonato, quel Gesù che ritroviamo sui volti di chi, ogni giorno, accogliamo”. Sono loro gli angeli in carne e ossa che indicano la direzione da seguire: bambini abbandonati, ragazzi e giovani adulti disperati, mamme affrante, famiglie che hanno perso la speranza”.

La reciprocità dell’accoglienza

Su questa falsariga, durante la tre giorni, si sono susseguiti gli interventi di famiglie, volontari e collaboratori, che hanno riletto episodi particolarmente significativi vissuti nel proprio passato all’interno dell’organizzazione (ciascuno nel proprio ruolo) trovando in essi un’indicazione da seguire per l’oggi e il domani del proprio “esserci” all’interno del Gruppo. Con la consapevolezza,
ripresa dall’intervento di Valentina Bresciani, responsabile delle strutture mamma-bambino di Ai.B i.- che “nell’accoglienza non siamo soltanto noi a educare, a sostenere, a prenderci cura; ma anche le persone che accogliamo educano noi”.

La vita è adesso

A tirare le fila della ricchissima quantità di interventi susseguitisi nel corso della tre giorni, sono stati don Massimiliano Sabbadini, Consigliere Spirituale dell’associazione “La Pietra Scartata“ e don Luca Novati, un nuovo amico delle famiglie e dei collaboratori del Gruppo Ai.Bi. Quest’ultimo ha ricordato come “amare” significhi “entrare in relazione con l’altro e prendersene cura”. Con la consapevolezza che bisogna prima di tutto abitare le proprie fragilità per poter aprirsi all’accoglienza dell’altro, con la certezza che “nella fede, la fragilità trova concretezza reale”.
Ancor più emblematico l’intervento di dan Sabbatini, che ha esordito leggendo un brano della lettera di San Paolo ai Colossesi, sostituendo alcuni dei termini con le parole più utilizzate durante gli interventi di collaboratori e famiglie durante i giorni precedenti. In questo modo, parole come “famiglia”, “responsabilità”, “fiducia”… hanno assunto ulteriori significati, come vivificati e riletti alla luce della Parola.
Don Massimiliano ha dato così una nuova luce anche agli “angeli” al centro delle riflessioni della tre giorni, sottolineando come, nella Bibbia, gli angeli siano chiamati a intervenire sempre nelle situazioni di imperfezione, non quando tutto va bene. Allo stesso modo, “in nome dell’accoglienza ricevuta, lasciano il dono della fecondità a una famiglia sterile”.
È “il futuro che ci viene incontro”, perché “la vita è adesso!”

Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


DONA ORA



Lascia un commento