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Il Vangelo dell’Accoglienza. Lo sguardo per affrontare la navigazione verso l’accoglienza

Domenica 9 agosto (XIX domenica del Tempo Ordinario) Cristina e Fernando Carallo (Comunità La Pietra Scartata, Arcidiocesi di Lecce, Regione Puglia) commentano il passo del Vangelo secondo Matteo.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14,22-33)

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

Il commento di Cristina e Fernando

Non distrarre lo sguardo da Gesù

Il Vangelo ci fa comprendere come Gesù interviene nei momenti di paura della nostra vita. Mentre Lui sale sul monte a pregare, “costringe” i discepoli a salire sulla barca.
Durante la notte la barca si trova sbattuta dalle onde a causa del vento contrario. Questo rappresenta il momento della nostra vita in cui ci siamo sentiti soli e in difficoltà.
Quando la notte sta per finire, Gesù va verso i discepoli ed essi lo scambiano per un fantasma, ma Gesù li rassicura offrendo la certezza che Egli, nella difficoltà, è vicino a loro e, quindi, anche a noi.
Pietro chiede di andare da Lui camminando sulle acque; egli, finché ha lo sguardo fisso su Gesù, cammina su di esse, ma come si distrae, lasciandosi vincere dalla paura, comincia ad affondare. Pietro grida al Signore di salvarlo e immediatamente Gesù afferra la sua mano, rimproverandolo per la poca fede. Il limite è non rivolgere lo sguardo verso chi ci può salvare.
Quando Gesù sale sulla barca il vento cessa. I discepoli fanno professione di fede, riconoscendo che Lui è il Figlio di Dio. La fede cresce quando si superano le prove e riconoscendo chi è veramente Gesù.

Due momenti bui, due tempeste

Noi, come genitori adottivi, abbiamo vissuto un momento buio quando ci è stata negata la maternità e paternità biologica. Li ci siamo sentiti in balìa delle acque con una tempesta che ci riempiva di paura.
Nello stesso modo i nostri figli, vivendo l’abbandono, hanno provato paura di rimanere soli, senza l’amore di una famiglia.

Lo sguardo di Gesù su di noi

Nel frattempo, sicuramente, ognuno di noi, ha incontrato “qualcuno” che ha suscitato in noi speranza e forza; quel “qualcuno” ha rappresentato lo sguardo di Gesù fisso su di noi che ci ha permesso di superare dubbi e incertezze perché sicuri che Gesù era con noi.
Per i nostri figli è stata “la Speranza” che una famiglia sarebbe arrivata e li avrebbe accolti in nome di quell’Amore che solo Gesù sa effondere. Così la tempesta della paura, dell’incertezza si placa e sia in noi genitori che nei nostri figli, esplode quella Fede che ci fa riconoscere che con Gesù, ancora una volta, ha vinto l’Amore e in questi anni continua ad accompagnarci superando varie difficoltà nel mare della vita.

Cristina e Fernando Carallo
(I coniugi Carallo sono membri della comunità La Pietra Scartata dell’Arcidiocesi di Lecce, un’associazione privata di fedeli costituita nel 2007 da famiglie adottive e affidatarie che, durante la loro esperienza di accoglienza, si sono sentite chiamate a rendere testimonianza dell’amore di Dio Padre ai bambini abbandonati o in difficoltà familiare, annunciando loro la speranza di Gesù bambino abbandonato e risorto)

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