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Repubblica Democratica del Congo. I nostri 200 bambini di Goma

Sono giorni terribili nella Repubblica Democratica del Congo, dove si susseguono gli scontri e i disordini. Specie nella zona della città di Goma, dove Ai.Bi. è presente dal 2008 portando aiuto alle bambine e i bambini vittime di abbandono

Da anni la Repubblica Democratica del Congo è uno dei Paesi più tormentati del mondo. Negli ultimi tempi la situazione si è molto deteriora, fino a portare agli scontri aperti e la grave crisi umanitaria di oggi.
Le cause che hanno portato alla situazione odierna affondano le radici nei decenni passati, come in un articolo pubblicato su AibiNews abbiamo ricostruito, e la situazione è in costante evoluzione.
Nelle ultime ore gli scontri armati si sono un po’ attenutati, ma unicamente perché l’avanzata dei ribelli del gruppo M23 prosegue e incontra poca resistenza da parte dell’esercito regolare.

L’appello del Papa

Papa Francesco non ha mancato di lanciare un appello per chiedere a “tutte le parti in conflitto” di “impegnarsi per la cessazione delle ostilità e per la salvaguardia della popolazione civile…”, e ha richiamato “le autorità locali e la comunità internazionale al massimo impegno per risolvere con mezzi pacifici la situazione del conflitto”. Anche perché, come sottolineano diversi analisti, il rischio di una guerra civile non è da escludere, mentre è ancora tutto da chiarire ciò che succederà nella parte orientale del Paese, dove il conflitto è iniziato e la cui città principale, Goma, è ormai in mano ai ribelli.
Proprio in questa zona concentra la sua presenza Amici dei Bambini, che in Repubblica Democratica del Congo è presente dal 2008 attraverso progetti di Cooperazione Internazionale e il programma di Adozione a Distanza.

Una situazione mai vista

Qui si trovava anche il cooperante di Amici dei Bambini Alessandro Solagna, che è stato costretto a rifugiarsi in Ruanda per mettere in sicurezza la sua famiglia, rimanendo comunque vicino al confine e in contatto con il personale e gli operatori degli orfanotrofi FED e Sodas, con i quali amici dei bambini collabora. I bambini ospitati qui, sono rimasti chiusi all’interno delle strutture per cercare di salvaguardare la loro sicurezza durante le fasi più violente dei combattimenti.
Raggiunto da ADNKronos, Alessandro ha raccontato come non si aspettava che sia arrivasse a “una situazione come quella che stiamo vivendo in questi giorni”, anche se i segnali degli ultimi anni non sono stati certo incoraggianti: “Da due anni a questa parte – ha raccontato – la situazione della sicurezza e quella umanitaria è andata sempre peggiorando”, e negli ultimi mesi “si è registrato un numero di bambini di strada che non si era mai visto. In ogni piccolo angolo della città ci sono piccole tende appoggiate ai muri, con bambini dai 6 ai 9 anni che ci vivono”.
Tanti altri bambini, invece, hanno trovato protezione all’interno degli orfanotrofi, come i circa 200 che Ai.Bi. segue direttamente attraverso i suoi progetti. In particolare con l’Adozione a Distanza negli istituti FED e Sodas, garantendo supporto psico-sociale e, dove possibile, il reinserimento familiare”.

Un aiuto per i bambini di Goma

Come detto, la situazione in RDC è in costante evoluzione, ma grazie ai contatti consolidati in 18 anni di presenza nel Paese, Amici dei Bambini sta facendo tutto il possibile per aiutare le bambine e i bambini vittime di abbandono. Oggi più che mai c’è bisogno del sostegno di tutti per garantire un possibile futuro ai minori di Goma.

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