Floribert Bwana Chui, giovane cattolico congolese, ucciso per essersi opposto alla corruzione e aver salvato migliaia di persone da un possibile avvelenamento, è stato accettato da Papa Francesco per la beatificazione
Purtroppo, da tempo, quando sentiamo parlare di Repubblica Democratica del Congo, e in particolare di Goma, siamo pronti a ricevere qualche brutta notizia: tra disordini, povertà, emergenze sanitarie ed eventi naturali, quella parte orientale del Paese è una delle più martoriate dell’ultimo decennio.
Questa volta, invece, da Goma, arriva una bella notizia: la decisione di Papa Francesco di autorizzare la beatificazione di un giovane congolese. Si tratta di Floribert Bwana Chui Bin Kositi, nato a Goma nel 1981 e morto nella stessa città nel 2007 dopo aver ricoperto il ruolo di responsabile dell’Office Congolais de Contrôle (OCC) per la valutazione della conformità dei prodotti che attraversano il confine.
Un “no” pagato con la vita
Floribert aveva studiato legge ed economia e, in quel periodo, si era unito alla Comunità di Sant’Egidio e aveva operato come volontario per aiutare i bambini di strada. Aveva poi iniziato a lavorare a Kinshasa come commissario per i sinistri presso l’OCC ed era poi stato trasferito a Goma. Qui, si era trovato di fronte al problema di dover autorizzare l’ingresso nel Paese di una derrata di prodotti alimentari provenienti dal vicino Ruanda (secondo molti osservatori il Paese che, al di là delle dichiarazioni, sostiene i gruppi di ribelli contro il governo centrale della RDC) che non avevano ottenuto le autorizzazioni dovute per poter essere commercializzate per il consumo. Il suo fermo rifiuto di cedere alla corruzione e lasciar passare dei prodotti che potenzialmente avrebbero potuto fare del male e avvelenare molti suoi connazionali non è passato inosservato e nella notte tra il 7 e l’8 luglio 2007 Floribert è stato rapito e ucciso.
Un segnale di come anche dall’aridità della guerra e della povertà possono nascere esempi di giovani pronti a dare tutti se stessi per i propri fratelli e manifestare anche in questo modo la loro fede.
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