Salta al contenuto Skip to sidebar Skip to footer

Dilexit nos. Presentata la quarta Enciclica di Papa Francesco

È stata presentata ufficialmente l’enciclica del Santo Padre “Dilexit Nos”, incentrata sull’amore umano e divino del Cuore di Gesù Cristo

Giovedì 24 ottobre 2024, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione di “Dilexit nos – Lettera Enciclica sull’amore umano e divino del Cuore di Gesù Cristo.
Sono intervenuti il teologo e Arcivescovo di Chieti-Vasto S.E. Mons. Bruno Forte e sorella Antonella Fraccaro, Responsabile Generale delle Discepole del Vangelo, componente del comitato di redazione di “Lemà sabactàni?” e autrice di alcuni contributi pubblicati sulla rivista dedicata alla teologia e cultura dell’accoglienza.

Dilexit nos

L’enciclica è la quarta del pontificato di Papa Francesco e il Santo Padre la propone in uno dei momenti più drammatici per l’umanità. Conflitti, diseguaglianze economiche, discriminazioni sociali, consumismo e alcune sfide introdotte dalle nuove tecnologie, segnano l’attuale contesto e il Pontefice suggerisce, attraverso Dilexit nos (Ci ha amati), la conversione dello sguardo, il cambio di prospettiva e di obiettivi, recuperando e ripristinando ciò che è più importante e fondamentale: il cuore.
La “lettera enciclica sull’amore umano e divino del Cuore di Gesù Cristo” è dedicata al culto del Sacro Cuore di Gesù. Papa Francesco aveva anticipato l’uscita nel corso dell’udienza generale del 5 giugno 2024, condividendo il desiderio che il testo fosse sia occasione per considerare e riflettere sugli aspetti “dell’amore del Signore che possano illuminare il cammino del rinnovamento ecclesiale; ma anche che dicano qualcosa di significativo a un mondo che sembra aver perso il cuore”.
Papa Francesco ha una profonda relazione con il Sacro Cuore, collegandolo alla missione propria dei presbiteri. Nel 2016 la conclusione del Giubileo dei Sacerdoti avvenne proprio in occasione della Solennità del Cuore di Gesù: quel giorno il Pontefice chiese ai preti del mondo di orientare il loro cuore, come il Buon Pastore, verso la pecorella smarrita, verso chi è più distante, sbilanciando l’epicentro del cuore fuori da sé stessi.
Dilexit nos arriva dopo le encicliche Lumen fidei (29 giugno 2013), Laudato si’ (24 maggio 2015) sulla crisi dell’ambiente e la necessità della cura del Creato e Fratelli tutti (3 ottobre 2020), compendio di appelli e messaggi del Papa sull’urgenza della fraternità e dall’amicizia sociale in un mondo frammentato da guerre fratricide e conflitti condotti anche in nome di Dio.

L’amore di Cristo per l’umanità

Nel corso della conferenza stampa di presentazione, S.E. Mons. Bruno Forte ha evidenziato che l’enciclica “nasce dall’esperienza spirituale di Papa Francesco, che avverte il dramma delle enormi sofferenze prodotte dalle guerre e dalle tante violenze in corso e vuol farsi vicino a chi soffre proponendo il messaggio dell’amore divino che viene a salvarci”. L’Enciclica offre così la chiave di lettura dell’intero magistero di Papa Francesco: “Ciò che questo documento esprime permette di scoprire che quanto è scritto nelle Encicliche sociali Laudato si’ e Fratelli tutti non è estraneo al nostro incontro con l’amore di Gesù Cristo, perché, abbeverandoci a questo amore, diventiamo capaci di tessere legami fraterni, di riconoscere la dignità di ogni essere umano e di prenderci cura insieme della nostra casa comune” (n. 217).
Lontano, quindi, dall’essere un magistero “schiacciato” sul sociale, come a volte è stato frettolosamente qualificato, Forte ha sottolineato che il messaggio proposto dal Papa alla Chiesa e all’intera famiglia umana abbia un’unica sorgente, presentata in questa occasione in modo esplicito: Cristo Signore e il Suo amore per tutta l’umanità.
Per cogliere la portata del messaggio proposto nell’enciclica, Forte ha articolato la propria presentazione con il ricorso a tre domande – che cosa di così importante vuol dirci il Vescovo di Roma dedicando al Sacro Cuore un documento della rilevanza di un’Enciclica? Perché lo fa proprio adesso? Quale scopo si propone? – e sviluppando in tre parti le sue considerazioni introduttive: a) L’importanza del cuore: al primo posto l’amore; b) Ritornare al Cuore di Cristo, sintesi del Vangelo; c) Il frutto della devozione al Sacro Cuore: amore per amore.

Gesù, uno “dei nostri”

Suor Antonella Fraccaro, riprendendo l’indice dell’Enciclica (1. L’importanza del cuore; 2. Gesti e parole d’amore; 3. Questo è il cuore che ha tanto amato; 4. L’amore che dà da bere; 5. Amore per amore) ha sviluppato in altrettanti cinque passaggi (a. «Io sono il mio cuore»: la decisività del nostro cuore; b. Il Cuore di Gesù rinnova il nostro cuore; c. Il Sacro Cuore nella storia della Chiesa; d. Il Cuore di Gesù consola e chiede pentimento; e. Come diventare missionari dell’Amore?) la propria riflessione affermando che “questa enciclica celebra la grandezza del «nostro incontro con l’amore di Gesù Cristo» (DN 217). Riferendoci al cuore di Gesù, che è la sede dell’amore di Dio, troviamo anche noi il centro dell’amore. Il cuore di Gesù ci porta al centro della nostra persona e ci conduce ad amare con tutto noi stessi, coinvolgendo pensieri, sentimenti, azioni. Ci rende capaci di «tessere legami fraterni, di riconoscere la dignità di ogni essere umano e di prenderci cura insieme della nostra casa comune» (DN 217)”.
Fraccaro ha rilevato come Papa Francesco “dopo averci introdotto al valore del cuore, come centro della nostra dignità e delle nostre relazioni, ci incoraggia a guardare a Gesù, ai suoi gesti e alle sue parole (cfr. DN 33), che esprimono la consistenza del suo cuore amante. Il cuore di Gesù si fa attento a ciascuno di noi, ci incontra, ci scruta, pone il suo sguardo su di noi (cfr. DN 35.39-41) e ci invita a fidarci di lui (cfr. DN 37). Gesù stesso non nasconde i suoi sentimenti e questo ci permette di sentirlo molto vicino a noi, ce lo fa sentire ‘uno dei nostri’. In un mondo in cui spesso viviamo sentimenti di estraneità nei confronti degli altri, di ciò che facciamo, della nostra vita e spesso dell’esperienza di fede, sentire Gesù come ‘uno dei nostri’ ci esorta a credere che è possibile anche per noi trovare il cuore in uno stile di vicinanza e accoglienza”.
Al termine del proprio percorso introduttivo all’enciclica, suor Antonella Fraccaro ha ripreso le questioni relative all’identità e al senso di una presenza missionaria nel mondo e nella storia: “Dio chiama a diffondere il suo amore sulla terra. C’è bisogno che ci lasciamo mandare da Lui a compiere questa missione e la compiremo ciascuno a modo nostro, con o senza risultati, con «la gioia di cercare di comunicare l’amore di Cristo agli altri» (DN 216)”.
In un mondo in cui sembra che la nostra dignità dipenda da ciò che abbiamo, da ciò che consumiamo, accecati dai nostri bisogni immediati – ha precisato Fraccaro – Papa Francesco ci incoraggia a tenerci fuori da questi ingranaggi perversi, per lasciare spazio in noi all’incontro con l’amore gratuito di Dio, che «libera, vivifica, fa gioire il cuore e nutre le comunità» (DN 219). Ci propone questo e ci invita a farlo camminando «insieme verso un mondo giusto, solidale e fraterno» (DN 220)”.
Il Giubileo – ha in conclusione auspicato Fraccaro – “ci aiuti a camminare con fiducia, insieme, nella speranza. Possiamo farlo dato che, come dice Paolo, «la speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5,5). Camminiamo insieme con la forza della speranza, che il Cuore di Gesù ci dona ogni giorno nella nostra fraterna quotidianità”.

L’Enciclica Dilexit nos verrà presentata e commentata anche durante la puntata di domenica 27 ottobre della trasmissione “Cristianità”, in onda su Rai International. In studio anche Marzia Masiello. Ufficio relazioni pubbliche e istituzionali di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
L’orario della trasmissione, in Italia, è alle 11.35 circa

Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


DONA ORA



Lascia un commento