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Papa Francesco agli studenti: “Vi stia a cuore un futuro… di pace e bellezza per l’umanità intera”

Il Papa ha incontrato 6mila studenti delle “Scuole di pace”, spronandoli e essere protagonisti della costruzione di un futuro che sia “davvero come Dio lo sogna per tutti: un futuro di pace”

6000 studenti di 137 scuole, 94 città e 18 regioni. È questa la platea che Papa Francesco ha incontrato nella giornata di venerdì 19 aprile, insieme a presidi, insegnanti e dirigenti facenti parte della Rete nazionale delle Scuole di pace, in un evento organizzato da alcune associazioni insieme a padre Enzo Fortunato, coordinatore della Giornata Mondiale dei Bambini.
L’iniziativa si inserisce nel contesto di un programma nazionale di educazione civica intitolato “Trasformiamo il futuro. Per la pace, con la cura”, ideato per educare le nuove generazioni alla cura di sé, dell’ambiente e degli altri come strumento di pace e di costruzione di un futuro differente.

Studenti protagonisti di un futuro di pace

L’incontro con il Papà è un ulteriore stimolo per condividere le proprie idee e i propri sogni, trovando nuova spinta per pensare a un mondo migliore per le prossime generazioni.
Come riposta Famiglia Cristiana, durante l’incontro, oltre a ringraziare Papa Francesco per il suo costante impegno nella promozione della pace, gli studenti hanno presentato al Pontefice i primi risultati del percorso didattico di “alfabetizzazione del futuro”, propedeutico a quel “Summit del Futuro” promosso dall’Onu per il prossimo settembre e che vedrà i capi di Stato di tutto il mondo sottoscrivere un nuovo “patto per il futuro”.
Molto sentite le parole rivolte dal Papa agli studenti, ringraziati, prima di tutto, per “promuovere una nuova visione del mondo” ed “essere pieni di entusiasmo nell’inseguire gli obiettivi di bellezza e di bontà”.
Francesco ha poi spronato gli studenti rimarcando come siano tutti chiamati a essere “protagonisti e non spettatori del futuro”. Non possiamo solo delegare le preoccupazioni per il ‘mondo che verrà’ e per la risoluzione dei suoi problemi alle istituzioni deputate e a coloro che hanno particolari responsabilità sociali e politiche” – ha continuato il Papa. “È vero che queste sfide richiedono competenze specifiche, ma è altrettanto vero che esse ci riguardano da vicino, toccano la vita di tutti e chiedono a ciascuno di noi partecipazione attiva e impegno personale”.
Perché se l’idea di un futuro migliore è “un sogno”, si tratta di un sogno da portare avanti lavorando tutti i giorni: “Camminando per le strade, non sdraiati sul divano; usando bene i mezzi informatici, non perdendo tempo sui social; e poi – ascoltate bene – questo tipo di sogno si realizza anche con la preghiera, cioè insieme con Dio, e non con le nostre sole forze”.

La Pace e la Cura

Bergoglio ha poi richiamato le due parole contenute nel cuore del messaggio scelto da insegnanti e studenti: “Trasformiamo il futuro. Per la pace, con la cura”. “Pace” e “Cura” sono “due realtà legate tra loro: la pace, infatti, non è soltanto silenzio delle armi e assenza di guerra; è un clima di benevolenza, di fiducia e di amore che può maturare in una società fondata su relazioni di cura, in cui l’individualismo, la distrazione e l’indifferenza cedono il passo alla capacità di prestare attenzione all’altro, di ascoltarlo nei suoi bisogni fondamentali, di curare le sue ferite, di essere per lui o lei strumenti di compassione e di guarigione. Questa è la cura che Gesù ha verso l’umanità, in particolare verso i più fragili, e di cui il Vangelo ci parla spesso”.
L’augurio finale a tutti i presenti ha ripreso le parole di Don Milano, che al “non mi importa” tipico dell’indifferenza opponeva l’ “I care”, cioè il “mi sta a cuore”, “mi interessa”.
“Che vi stia sempre cuore la sorte del nostro pianeta e dei vostri simili – ha concluso il Papa -; vi stia a cuore il futuro che si apre davanti a noi, perché possa essere davvero come Dio lo sogna per tutti: un futuro di pace e di bellezza per l’umanità intera”.

[immagine © VaticanMedia]

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