Nel 1984, grazie a un’intuizione di Giovanni Paolo II presero avvio le Giornate Mondiali della Gioventù. 40 anni di un incontro straordinario tra i giovani e la Chiesa. Che ancora continua
Oggi la GMG è come un marchio universalmente noto, simbolo di un’iniziativa di successo come poche altre, che chiama ogni volta migliaia (se non milioni) di giovani da ogni parte del mondo.
Ma 40 anni fa, quando l’allora Pontefice Giovanni Paolo II pensò a un evento per avvicinare i giovani alla Chiesa, fu “una grande sorpresa per i pastori, e persino per i vescovi”.
La citazione arriva dal libro di san Giovanni Paolo II “Varcare la soglia della speranza” ed è riportata in un articolo di Avvenire che celebra la ricorrenza, ricordando come la straordinaria storia delle Giornate Mondiali della Gioventù prese l’avvio proprio 40 anni fa, tra il 12 e il 15 aprile 1984, Domenica delle Palme!
Un lascito ai giovani che continua tutt’ora
Per farlo, il giornale della CEI ha scelto di sentire Marcello Bedeschi, all’epoca tesoriere dell’Azione Cattolica e da lì in poi uno degli uomini di riferimento per l’organizzazione delle GMG.
Bedeschi ricorda subito come quella sorpresa crebbe ancora nel momento in cui al primo appuntamento in Piazza San Pietro si presentarono circa 300mila giovani, proprio in un periodo in cui la Chiesa sembrava faticare ad avere presa sulle nuove generazione e si respirava una generalizzata disaffezione.
Invece, Giovanni Paolo II dimostrò di aver avuto la visione corretta, chiamando proprio i giovani a raccolta e, insieme a loro, figure importantissime come Madre Teresa di Calcutta, frère Roger Schutz, Chiara Lubich, don Luigi Giussani, Kiko Arguello e Carmen Hernandez.
Fa quasi sorridere, rispetto alla macchina organizzativa di oggi, l’esiguità del comitato che portò avanti quella prima edizione, composto da sei persone che lavorarono con un’impostazione “quasi familiare”.
Nel nome di Cristo
Eppure, proprio da lì partì la grande avventura delle Gmg. Da quel “Eliminate il male, reagite alla cultura della morte. Scegliete la vita”, pronunciato da Giovanni Paolo II, cui seguì la consegna della grande croce di legno che da allora accompagna tutte le Giornate mondiali della Gioventù. Quella Croce venne consegnata il 22 aprile 1984, giorno di Pasqua, e da allora ha accompagnato milioni e milioni di giovani radunatisi nel nome di Gesù in ogni angolo del mondo.
Anche in questo caso, la “consegna” che al termine di quel primo incontro Giovanni Paolo II diede ai suoi fu tanto semplice quanto efficace: “L’idea è stata buona, bisogna continuare”
“Abbiamo continuato” chiude il suo ricordo su Avvenire Marcello Bedeschi.
E continueremo! Aggiungono idealmente tutti i giovani di oggi.
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