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Papa Francesco: “Chi sono i veri amici di Gesù? Coloro che lo hanno servito nelle persone più deboli”

Domenica 26 novembre, a causa di un’infiammazione ai polmoni, Papa Francesco, ha affidato la lettura dell’Angelus a Mons. Braida. Nella sua riflessione ha sottolineato la regalità di Gesù, che si manifesta nella carità e nella misericordia

Nell’ultima domenica dell’Anno liturgico, la Chiesa celebra la Solennità regale di Gesù. Papa Francesco, affetto da un’infiammazione ai polmoni, non ha potuto affacciarsi dalla finestra per recitare l’Angelus con i fedeli in Piazza San Pietro, ma ha affidato la lettura della sua riflessione a Mons. Braida, che collabora con lui nella preparazione dei testi.
Il Santo Padre ha commentato il Vangelo di Matteo  (cfr Mt 25,31-46), sottolineando che Gesù è un Re completamente diverso da quelli del mondo: “Secondo i criteri di Gesù (…) gli amici sono altri: sono coloro che lo hanno servito nelle persone più deboli. Questo perché il Figlio dell’uomo è un Re completamente diverso, che chiama i poveri “fratelli”, che si identifica con gli affamati, gli assetati, gli stranieri, gli ammalati, i carcerati…” Nella riflessione è stato poi citato il passaggio “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (v. 40).
La sua regalità si manifesta nella carità, nella misericordia, nella tenerezza, che sono lo stile con cui i suoi amici sono chiamati a distinguersi:  “il Vangelo oggi ci dice che si è benedetti se si risponde a queste povertà con amore, col servizio: non voltandosi dall’altra parte, ma dando da mangiare e da bere, vestendo, ospitando, visitando, in una parola facendosi vicini a chi è nel bisogno.”
Papa Francesco ha poi posto alcune domande ai fedeli: crediamo che la vera regalità consiste nella misericordia? Crediamo nel potere dell’amore? Crediamo che la carità è un’esigenza irrinunciabile per il cristiano? E infine: siamo amici del Re, ci sentiamo coinvolti nei bisogni dei sofferenti che incontriamo sulla nostra strada?
Il Papa ha concluso la sua riflessione invocando l’aiuto di Maria, Regina del Cielo e della Terra, per amare Gesù nostro Re nei suoi fratelli più piccoli.

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