Domenica 25 giugno 2023 (XII domenica del Tempo Ordinario) Donatella e Stefano Mazzoli (Comunità La Pietra Scartata, Diocesi di Bologna, Regione Emilia Romagna) commentano il passo del Vangelo secondo Matteo (Mt 10,26-33)
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,26-33)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Il commento di Donatella e Stefano
Questo passo del Vangelo di Matteo fa parte di un brano più ampio in cui Gesù prepara gli apostoli, dandogli le istruzioni per affrontare la loro missione: quella di essere annunciatori del regno dei cieli e dell’evento del Vangelo che hanno vissuto con lui, di quello che Gesù ha detto e fatto vivendo il mezzo a loro, testimoniando la loro relazione con lui e invitando tutti a riconoscerlo. Il brano dell’evangelista Matteo ci invita a non avere paura e a coltivare la nostra anima, ci sprona a non lasciarci spaventare, perché ognuno di noi ha valore per il Signore, lui non ci abbandona mai, come un padre amorevole che sta vicino ai suoi figli; anche se qualcuno ci volesse fare del male non avrebbe potere sulla nostra anima.
Il messaggio che Gesù ci vuol dare è di essere forti nell’affrontare le sfide della vita. Le cose importanti sono spesso anche le più difficili. Di fronte alla paura di non sentirsi all’altezza del messaggio evangelico, Gesù dice agli apostoli: “quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze”. L’invito di Gesù è quello di non avere paura e di testimoniare l’amore di Cristo andando oltre i luoghi convenzionali, oltre le nostre chiese e i nostri gruppi religiosi, di essere Chiesa missionaria.
Come ha detto Papa Francesco, la Chiesa non esiste in funzione di sé stessa, ma per portare Cristo al mondo e per annunciare il Vangelo alle genti. Secondo il Papa è necessario essere Chiesa in uscita, il dono ricevuto dallo Spirito Santo deve metterci in discussione non renderci autoreferenziali perché la chiesa autoreferenziale si ammala ed è quindi necessario essere popolo in cammino, pellegrinante verso i semplici e i poveri.
Per noi che abbiamo adottato, la più grande paura era la prospettiva di una famiglia a metà in cui i figli sono esclusi per natura, così abbiamo deciso di cercare altrove quello che ci mancava, abbiamo allargato i nostri orizzonti, siamo andati in missione all’estero, siamo andati a cercare chi aveva bisogno di noi; eravamo consapevoli che colei/colui che cercavamo ci stava aspettando da tanto tempo e non potevamo deluderla/o, convinti che il suo bisogno d’amore e il nostro desiderio di essere una famiglia amorevole e accogliente avrebbe colmato qualsiasi mancanza e ferita lasciata dall’abbandono.
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