Don Massimiliano Sabbadini (Consigliere spirituale de La Pietra Scartata) commenta il vangelo secondo Luca (Lc 11,27-28) proposto dalla liturgia per la messa vespertina nella vigilia della solennità dell’assunzione della beata vergine Maria

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,27-28)
In quel tempo, mentre Gesù parlava alle folle, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».
Il commento di don Massimiliano
Nel Vangelo della Vigilia della grande Festa dell’Assunta è naturale che risuoni una beatitudine rivolta a Maria, lodando la sua maternità. L’espressione della popolana è molto concreta e risalta l’aspetto profondamente umano di Gesù e di sua madre. Le parole riecheggiano quelle già pronunciate da Elisabetta e da Maria stessa dopo l’annunciazione: “Benedetta tu tra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo” e “D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata” (Lc 1,42.48).
La lode è in realtà indirettamente rivolta a Gesù, come ancora oggi intendono simili espressioni popolari che coinvolgono la madre per esaltare una data persona. In ciò si rivela però già un profondo significato: la Madonna è sempre tutta relativa al Signore, e anche le nostre preghiere ed espressioni elogiative nei suoi confronti valgono tanto quanto ci indirizzano a Gesù Cristo. Così lasciamo che la nostra sincera e quasi naturale devozione mariana ci porti a raccogliere l’insegnamento di Gesù e a seguire la via che lui indica per la più vera e insuperabile gioia umana: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano”.
C’è poco da commentare: essere buoni uditori della Parola per poi metterla in pratica è il desiderio che può muovere la nostra vita ad essere pienamente realizzata, è il segreto della vera felicità da svelare a figli e nipoti, è l’esempio da seguire per un’esistenza feconda e santa. Ed è anche il modo insuperabile per onorare la nostra Madre celeste. È proprio lei che il Signore ci indica, assumendola nella sua stessa gloria eterna, come ascoltatrice e osservatrice della volontà di Dio. Davvero “beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto” (Lc 1,45). E noi come lei e con lei, che prega per noi peccatori.
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