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Ottomila Bibbia alle carceri italiane: per ripartire nel segno della Parola di Dio

La Conferenza Episcopale Italiana ha donato 8000 Bibbie a 100 Istituti Penitenziari italiani; nel segno di un Gesù che “si identifica, e continua a identificarsi, con queste persone che chiedono di essere visitate”

La finalità del carcere, è risaputo, dovrebbe essere quella di rieducare chi viene condannato e riuscire a offrirgli un percorso che lo porti, una volta uscito e scontata la pena, a reintegrarsi nella società. Di fatto, purtroppo, non è quasi mai così, e pochi sono stati gli sforzi, nel corso degli anni, per cercare di cambiare le cose. È un bellissimo segnale, quindi, quello lanciato dalla CEI, che ha deciso di donare 8000 Bibbie ai detenuti di 100 Istituti Penitenziari italiani impegnati in percorsi spirituali, di formazione e catechesi.
A far arrivare fisicamente le Bibbie nelle mani dei detenuti, sono i cappellani delle carceri e i volontari dell’associazione “Prison Fellowship Italia”, che ha partecipato al lancio dell’iniziativa.

“Ero carcerato e siete venuti a trovarmi”

Come ha sottolineato il Segretario Generale della CEI Mons. Baturi: “Gesù si identifica, continua ad identificarsi, con queste persone che chiedono di essere visitate. Per noi la visita significa farci presenti portando il tesoro più grande che abbiamo, la Parola di Dio, come segno di una nuova fraternità, della certezza che da qui si può ricominciare nella vita personale e sociale”.
Ecco, dunque, che ancora una volta la Bibbia si fa simbolo (ma dai risvolti molto concreti) di una possibile rinascita spirituale dei detenuti, che possono trovare in quelle pagine conforto e nuova linfa per riprendere in mano la propria vita e scrivere un nuovo futuro diverso e migliore.
D’altra parte, cambiamento e conforto sono ciò che da sempre regalano le pagine della Sacra scrittura a chi ha il coraggio di accostarvisi con cuore aperto.

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