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Lo straordinario rapporto di Padre Pio con gli angeli: doni, manifestazioni celesti e protezione divina

Un’esperienza unica di intercessione celeste e guida spirituale. La missione eccezionale di un uomo che porta i segni della Passione e il costante sostegno degli angeli nel cammino verso la salvezza delle anime

Padre Pio, un santo contemporaneo, ha esortato i credenti a rivolgere le loro preghiere agli angeli. Forse questa sua inclinazione è derivata dall’esperienza personale in cui ha fatto affidamento sull’intercessione del suo angelo custode durante momenti cruciali del suo cammino. Oppure potrebbe essere stata la sua consapevolezza dell’importanza della missione degli spiriti celesti nella salvezza delle anime. Egli possedeva notevoli carismi, attraverso i quali il sacro si manifestava nelle sue virtù e azioni. Era un individuo saggio e prudente, condividendo solo ciò che gli veniva permesso dal suo superiore e con l’obiettivo di insegnare verità o lezioni. Tuttavia, coloro che vivevano con lui erano testimoni diretti della manifestazione della realtà sovrannaturale nella vita dei Cappuccini, che portavano i segni della Passione.

I doni 

Padre Pio aveva il dono della bilocazione, della guarigione, della conoscenza infusa, della profezia, delle estasi e della capacità di leggere nei cuori, inclusi i peccati dimenticati che ricordava ai penitenti di menzionare nel confessionale. Dobbiamo anche sottolineare il suo dono speciale di comunicazione con l’aldilà, in particolare con le Anime in Purgatorio, e le frequenti conversazioni che aveva con il suo angelo custode sin dalla sua giovinezza a Pietrelcina. Come se tutti questi doni non fossero sufficienti, i segni della Passione e la trasverberazione hanno impresso indelebilmente il corpo e l’anima di questo religioso con un sigillo straordinario.

La sua storia e il rapporto con gli angeli

All’inizio del suo ministero sacerdotale, Padre Pio scrisse lettere ai suoi direttori spirituali, Padre Benedetto e Padre Agostino, menzionando i suoi incontri con entità angeliche, inclusa la sua lotta con il più potente dei nemici: il diavolo. In una di queste corrispondenze, fornì dettagliate descrizioni di ciò che accadeva intorno a lui: visioni di esseri celesti, udizioni, visite degli angeli – in particolare il suo angelo custode – e la sua incessante battaglia con il diavolo.

L’anno 1918 fu un periodo memorabile per i frati Cappuccini, e questi eventi furono registrati in una lettera inviata al suo direttore spirituale. Il 5 agosto, Padre Pio sperimentò il doloroso fenomeno della trasverberazione, in cui un essere misterioso – definito dal santo come “un personaggio enigmatico o nascosto” – apparve di fronte a lui e gli perforò il petto con una lancia sottilissima. La trasverberazione è un fenomeno che si verifica nell’anima, ma può causare anche effetti fisici come un dolore penetrante. Nella storia della Chiesa, possiamo trovare altri esempi di santi che hanno vissuto questa esperienza, come Santa Teresa d’Avila. Nella sua esperienza mistica, un bell’angelo apparve con una lunga lancia d’oro, con la punta avvolta da una sorta di fuoco, che trafisse il cuore di Santa Teresa e poi si ritirò.

La creatura angelica

Nessuna informazione verificabile esiste riguardo all’identità di quest’entità, ma Padre Pio fece sapere che la creatura angelica riapparve alcuni giorni dopo per segnare il suo corpo con i segni della Passione. Fu il 20 settembre, mentre il frate cappuccino stava iniziando una novena a San Michele Arcangelo. Mentre si trovava nel coro della chiesa in fervida preghiera, gli si manifestò una creatura simile a quella della trasverberazione. In una lettera indirizzata a Padre Benedetto, Padre Pio spiegò che questa creatura apparve con “mani, piedi e il lato destro insanguinato”. Quando la visione svanì, il religioso si trovò con ferite identiche in quegli stessi punti, una situazione che gli fece perdere una considerevole quantità di sangue. San Pio nutriva una grande devozione per gli angeli, in particolare per San Michele. Dato che San Giovanni Rotondo distava circa 15 miglia dal Santuario e dalla Grotta di Monte Sant’Angelo, i frati cappuccini spingevano spesso i pellegrini a estendere il loro cammino spirituale fino a questa rinomata sede delle apparizioni dell’arcangelo. Egli diceva: “Recati alla Grotta per salutare l’Arcangelo”. Alcuni studiosi ipotizzano che il misterioso personaggio, il cui nome non è mai stato rivelato, potesse essere proprio San Michele Arcangelo.

La lettera

Di fronte ai numerosi fenomeni che avevano luogo in compagnia delle creature celesti, verso il 1912, Padre Agostino ebbe un’idea per verificare se le manifestazioni vissute dal santo fossero di natura spirituale o frutto di autosuggestione. L’episodio della trasverberazione e degli stigmi non si era ancora verificato. Padre Agostino iniziò a scrivere alcune lettere in greco e francese, lingue totalmente sconosciute al sacerdote. Quando Padre Pio ricevette questi documenti, li comprese tranquillamente come se fossero nella sua lingua madre, l’italiano. Alcune persone furono testimoni di questo prodigio e, quando il suo confessore glielo chiese, Padre Pio rispose: “Sai, il mio angelo custode mi ha spiegato tutto!” In una delle sue lettere indirizzate a Padre Agostino, Padre Pio fornì ulteriori dettagli su come riusciva a comprendere quelle lettere. “Le figure celesti non smettono di visitarmi e mi fanno assaporare l’estasi delle benedizioni. E se il compito degli angeli custodi è grande, la mia missione è ancora più grande, perché devo fungere anche da maestro nell’interpretazione di altre lingue”.

Protezione 

Non possiamo trascurare il fatto che gli angeli fornissero a Padre Pio un aiuto straordinario nelle traduzioni, ma c’erano anche fenomeni sorprendenti quando il santo riceveva assistenza dal suo angelo custode di fronte agli attacchi di Satana. Numerose storie e testimonianze documentano l’attiva partecipazione delle creature celesti nella vita di Padre Pio. La presenza costante degli angeli potrebbe essere correlata al fatto che Padre Pio fu il primo sacerdote nella storia della Chiesa a portare i segni della Passione, il che richiedeva una protezione speciale proveniente dal regno celeste.

(Fonte: Aleteia)

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