Domenica 26 febbraio 2023 (prima domenica di Quaresima). Cristina e Fernando Carallo (Comunità La Pietra Scartata, Diocesi di Lecce, Regione Puglia) commentano il passo del Vangelo secondo Matteo (Mt 4,1-11)

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 4,1-11)
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
Il commento di Cristina e Fernando
Questo è il brano che racconta delle tentazioni riassumendo simbolicamente tutti i problemi con i quali Gesù si dovrà confrontare durante la sua missione. Al contrario di Adamo ed Eva che volevano diventare “come Dio”, Gesù non si lascia vincere dalla tentazione. Egli ubbidirà al Padre, i miracoli, dove appare il suo potere, non li userà per costringere gli altri o per difendere se stesso. Gesù si affida alla parola del Padre e in questo offre a noi cristiani un esempio da seguire.
Tutte e tre le tentazioni evidenziano la sovranità unica di Dio nella vita del cristiano. Per dare il primo posto a Dio e vincere la tentazione, il cammino deve essere in salita.
Oggi l’ideale della vita si presenta con un cammino in discesa, si pensa che sia facile raggiungere ogni desiderio. Questo, però, ci porta ad avere amare delusioni, perché altro non è che una tentazione. Bisogna pensare che le cose preziose costano sacrificio, come l’ascolto della Parola e la preghiera, anche la fede non cresce senza l’impegno.
Anche noi come Gesù veniamo tentati. Satana s’introduce nella nostra vita, nei nostri pensieri cercando di allontanarci da Dio e dalla salvezza.
Questo, crediamo, sia successo anche a noi, genitori adottivi, quando ci siamo resi conto che i figli naturali non arrivavano e quello che era facile per gli altri era difficile per noi. Allora è iniziata la lotta con la fede, perché Dio nella Tua grande potenza non mi ascolti? Perché a me? O a noi?
Una volta superato tutto ciò, grazie sempre a quel Dio che abbiamo messo in discussione, quell’altro si è insinuato nel momento dell’adozione, provocando dubbi, paure e incertezze. Solo nel momento in cui ci siamo resi conto, grazie alla preghiera e alla Parola del Vangelo o al consiglio di un bravo sacerdote, strumenti che Dio mette a disposizione per salvare i propri figli, abbiamo compreso che il sacrificio aiuta a trovare la via del Bene.
Abbiamo, così aperto il cuore e la mente all’accoglienza e anche se i dubbi, a volte, ritornano e come tutti i genitori ci chiediamo se saremo capaci di adempiere in modo adeguato ai doveri di amore e sostegno, il sorriso e gli abbracci dei nostri figli ci fanno comprendere che Dio è con noi e che l’altro non può nulla se noi siamo ancorati al nostro Padre.
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