900 di loro erano minori soli. Nell’attraversamento della giungla a piedi, che può durare tra i 5 e 10 giorni, le famiglie spesso si disperdono

Sono anni che sentiamo parlare del tragico problema dei migranti e delle terribili condizioni di vita che li spingono a viaggi pericolosi, per tentare di trasferirsi in luoghi, che possano offrire loro una speranza di vita migliore.
Gli sbarchi in tanti porti anche italiani… la rotta balcanica… sono nomi e luoghi ormai tristemente familiari e i confini di questa umana sofferenza, sono molto più ampi di quelli che comunemente sentiamo e vediamo in televisione e leggiamo sui giornali. Ormai quasi tutto il mondo conosce questo fenomeno. Anche le Americhe devono fare i conti con questa difficile realtà, che ci dà la misura di quanta ingiustizia vi sia, di quante risorse vengano sprecate in armi e in guerre senza senso, di come sia assente la sensibilità nel mondo, per cercare una soluzione vera, concreta per dare dignità ad ogni uomo.
L’inferno del Darien Gap
Alle tante tragedie dell’immigrazione, dobbiamo aggiungere anche quella dell’inferno del Darien Gap, la giungla al confine tra Colombia e Panama, che ogni anno, viene attraversata da migliaia di migranti. REPUBBLICA ci informa che fino ad ottobre 2022, sono stati ben 32.488 i bambini che lo hanno attraversato per arrivare fino agli Stati Uniti, superando del 10% il numero di tutto l’anno precedente. Tra loro vi erano anche 900 bambini non accompagnati.
La metà del totale, era composto da bambini sotto i cinque anni di età, piccoli particolarmente esposti a diarrea, disidratazione e danni emotivi causati da questi viaggi pericolosi.
Il vice direttore generale dell’UNICEF, Hannan Sulieman, durante una missione al centro di accoglienza per migranti a Lajas Blancas, dove le istituzioni panamensi e le agenzie delle Nazioni Unite, forniscono assistenza, ha dichiarato come: “Violenza, povertà e la speranza di trovare migliori condizioni di vita, portano le famiglie con bambini a lasciare le proprie case e affrontare minacce in un ambiente inospitale, come il Darien Gap”.
Si sottolinea che i bambini in transito, pari al 15% del totale dei migranti, sono stati privati d’istruzione, servizi sanitari, adeguata nutrizione e documenti d’identità e tutto ciò ha messo in difficoltà i centri d’accoglienza nel tentativo di dare una risposta adeguata alle loro esigenze specifiche.
Il lungo viaggio della speranza
Osservatoriodiritti spiega come il cammino dei migranti inizi con accordi con i trafficanti in Colombia, settimane prima di intraprendere il viaggio a Nacoclì. Da lì vengono imbarcati per Capurganà, porto colombiano nel Darien e sempre in barca, vengono trasferiti a Porto Obaldia, da dove iniziano la traversata a piedi, in condizioni inumane e molto pericolose fino a Bajo Chiquito. Qui la Croce Rossa panamense e altre organizzazioni umanitarie, cercano di rifocillare i migranti e riunire le famiglie che spesso si disperdono nell’attraversamento della giungla (che può durare tra i 5 e 10 giorni). Poi verranno trasferiti in barca a Lajas Blancas, dove rimarranno in attesa del lasciapassare, per proseguire il viaggio.
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