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Il ricordo di Gianluca Vialli: grande giocatore, ma soprattutto grandissimo uomo

Don Massimiliano, cappellano della Nazionale di calcio: “Aveva l’animo del cavaliere, di nobili principi e una grande fede…, persona dotata di grande spiritualità, che si era rafforzata in questi ultimi anni della malattia, vissuti con dignità e coraggio…”

Gianluca Vialli credit Famiglia Cristiana

È ancora viva in noi la commozione per la morte di Sinisa Mihajlovic, che il mondo del calcio deve nuovamente piangere, per la prematura scomparsa di un altro grande uomo e grande campione: Gianluca Vialli, calciatore, allenatore e dirigente sportivo, oltre che opinionista televisivo.

I primi passi sul campetto di Cristo Re

Gianluca ha iniziato la sua storia sportiva sul campetto dell’oratorio del Cristo Re, nel cremonese, anche se non giocò mai con questa squadra, perché troppo piccolo. Ricordava: “Il primo tesseramento fu all’ U. S. San Bartolomeo di Grumello”, passò subito al Pizzighettone, per poi trasferirsi alla Cremonese, dove ha raggiunto la promozione in serie B e poi in A. VITA, continua ricordandoci, che in occasione della festa, per i sessanta anni del Centro Sportivo Italiano di Cremona, aveva mandato un fax in cui diceva: “Ricordo ancora con tanto affetto e nostalgia, quando tanti e tanti anni fa, credo fosse nel 1975, ho fatto parte della vostra grande famiglia di sportivi, giocando per la mia prima vera squadra, l’Unione Sportiva San Bartolomeo di Grumello Cremonese”.

A vincere è la squadra che mette il NOI, sempre prima dell’IO

Per Vialli, è stato sempre in primo piano il concetto appreso in oratorio: “A vincere è la squadra che mette il NOI, sempre prima dell’IO” e nei corsi per i giovani allenatori del CSI, a cui partecipava, parlava principalmente dei suoi insuccessi, perché era lì che trovava la voglia per riscattarsi e migliorarsi; questo sentivano i ragazzi da un campione, che aveva vinto tutto.

È bello ricordare una medaglia a cui Gianluca teneva moltissimo, più di quelle prestigiose che aveva vinto nella sua grande carriera calcistica: era quella che aveva ottenuto vincendo tantissimi anni fa al Cristo Re al torneo per bambini.

Questo era Gianluca Vialli, nella sua umana realtà, fatta di grandi successi e di eccezionale sensibilità, che non dimenticava i suoi trascorsi, come quando da piccolo aspettava con ansia davanti al portone dell’oratorio la mitica apertura delle 15.30, per correre a giocare con i suoi fratelli e amici.

Il grande calciatore, ci rammenta, con la sua storia, i suoi trascorsi all’amatissima Sampdoria, alla Juventus, in Inghilterra con il Chelsea, dove proseguì la sua carriera come allenatore e finì la sua esperienza di tecnico dopo solo un anno al Watford, divenendo opinionista di SKy Sport, con buon successo. Nel 2019 la nomina a dirigente e capo delegazione della nazionale.

Gianluca Vialli. La famiglia al primo posto

In Inghilterra, Vialli ha conosciuto sua moglie Cathryn, sposata nel 2003.  Con lei ha avuto due figlie Sofia e Olivia. Vialli ha sempre detto che uno dei suoi più grandi sogni, era di accompagnarle all’altare, purtroppo non ha potuto farlo, lo farà con il suo spirito.

Quinto figlio, i suoi genitori, Maria Teresa di 87 anni e il papà Gianfranco di 92 vivono a Cremona. Nel 2017, in seguito ad un ittero, la scoperta della malattia (tumore al pancreas) che come ci fa sapere Skysport,  definiva un compagno di viaggio.

Il 14 dicembre del 2022, Gianluca Vialli comunica la sospensione dei suoi impegni lavorativi con la nazionale, per far convergere tutte le sue energie nell’affrontare la malattia.

Il 6 gennaio 2023 Gianluca è chiamato dal Padre. Il cappellano della nazionale di calcio, Don Massimiliano, sul Corriere di Siena lo ricorda così: “Aveva l’animo del cavaliere, di nobili principi e una grande fede…, persona dotata di grande spiritualità, che si era rafforzata in questi ultimi anni della malattia, vissuti con dignità e coraggio…”.

Ciao Gianluca, grazie, ti porteremo sempre nel nostro cuore, esempio di umana dignità e di grandezza d’animo.

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