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Ognissanti. Chi sono i Santi ‘a cui votarsi’?

Martedì 1 novembre 2022. Solennità di tutti i Santi. Don Massimiliano Sabbadini (Consigliere spirituale de La Pietra Scartata) commenta il passo del Vangelo secondo Matteo (Mt 5,1-12a)

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,1-12a)
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Il commento di Don Massimiliano

Nel tempo che viviamo, così difficile per tutti e per molte convergenti situazioni ostili, non è raro sentir ripetere una comune espressione popolare: “Non so più a che santo votarmi”. Si intende, con ciò, che non si trova nessuno capace di risolvere i nostri problemi e allora, come ultima risorsa, si ricorre, con malcelato scetticismo, ai celesti patroni come improbabili guaritori dei nostri mali.
La bellissima odierna Solennità di Tutti i Santi ci aiuta a rovesciare questa catastrofica prospettiva.
I Santi sono oggi proclamati e identificati con i Beati della pagina evangelica dove Gesù traccia l’identikit di persone molto concrete e segnate dalla vita, non di eroi dotati di super poteri con i quali venire in nostro soccorso.
I poveri, i miti, gli afflitti, i buoni, gli operatori di pace, ecc. non appaiono certo come i vincenti delle nostre odierne umane vicende. Ancora più esplicitamente il testo evoca poi quelli che sono perseguitati per la giustizia e i discepoli insultati, maledetti e condannati per la fede in Cristo.
Ci si può affidare a persone così per uscire dalle nostre angosce? Sì! A patto però non di invocarle perché realizzino prodigiosamente la nostra salvezza, ma di seguirle come l’esempio più concreto ed efficace per trovare noi stessi la via della nostra felicità, che, non a caso, può anche essere detta “beatitudine”.
Lo spiega molto chiaramente Papa Francesco nella Gaudete et exsultate, la sua Esortazione apostolica sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo:
“Le Beatitudini sono come la carta d’identità del cristiano. Così, se qualcuno di noi si pone la domanda: ‘Come si fa per arrivare ad essere un buon cristiano?’, la risposta è semplice: è necessario fare, ognuno a suo modo, quello che dice Gesù nel discorso delle Beatitudini. In esse si delinea il volto del Maestro, che siamo chiamati a far trasparire nella quotidianità della nostra vita. La parola ‘felice’ o ‘beato’ diventa sinonimo di ‘santo’, perché esprime che la persona fedele a Dio e che vive la sua Parola raggiunge, nel dono di sé, la vera beatitudine. Nonostante le parole di Gesù possano sembrarci poetiche, tuttavia vanno molto controcorrente rispetto a quanto è abituale, a quanto si fa nella società; e, anche se questo messaggio di Gesù ci attrae, in realtà il mondo ci porta verso un altro stile di vita. Le Beatitudini in nessun modo sono qualcosa di leggero o di superficiale; al contrario, possiamo viverle solamente se lo Spirito Santo ci pervade con tutta la sua potenza e ci libera dalla debolezza dell’egoismo, della pigrizia, dell’orgoglio. Torniamo ad ascoltare Gesù, con tutto l’amore e il rispetto che merita il Maestro. Permettiamogli di colpirci con le sue parole, di provocarci, di richiamarci a un reale cambiamento di vita. Altrimenti la santità sarà solo parole”.
I santi “a cui votarsi” siamo allora innanzitutto noi, rinnovati dalla sequela evangelica e impegnati nel tessuto delle nostre famiglie, della Chiesa e della società.
Essi però sono anche tutti i Beati che ci sorridono ogni giorno dal calendario e che ci attirano oggi nella loro festa: Sante e Santi tutti di Dio, sosteneteci, guidateci e aiutateci a cambiare la nostra vita per vivere secondo il Vangelo!

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