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Guerra in Ucraina. Centinaia di migliaia di bambini del Corno d’Africa rischiano di morire di fame

Quest’anno, nel Corno d’Africa, il numero di bambini morti per malnutrizionecon complicazioni ospedaliere nelle aree più duramente colpite, è triplicato rispetto all’anno precedente

In questi giorni dall’agenzia SIR, viene lanciata una terribile notizia resa nota dall’UNICEF: “Imminente un vertiginoso aumento di morti di bambini, nel Corno d’Africa per carenza di cibo”.

Non è accettabile, che centinaia di migliaia di bambini, debbano rischiare di morire, per mancanza di cibo e carenza di acqua, quando nel mondo, impazzano guerre di ogni tipo, come non ultima quella tra l’Ucraina e la Russia che sottraggono miliardi di euro, per acquistare armamenti.

Africa. Non ignoriamo le necessità basilari di chi non ha voce

Non si comprende come per alcuni, anzi molti, purtroppo, la pace possa essere costruita con la forza delle armi e non impegnandosi seriamente per fornire condizioni di vita dignitose a realtà bisognose e sofferenti.

Solo in Somalia circa 386.000 bambini, hanno bisogno adesso di cure salvavita, per malnutrizione grave” sottolinea Rania Dagash, vice direttore UNICEF per l’Africa orientale e meridionale, se poi aggiungiamo Etiopia e Kenja raggiungiamo oltre 1,7 milioni di bambini.

Quest’anno il numero di bambini morti per malnutrizione, con complicazioni ospedaliere nelle aree più duramente colpite, è triplicato rispetto all’anno precedente. La guerra in Ucraina, il blocco delle importazioni di grano, hanno aggravato la situazione: la Somalia, ad esempio, importava il 92% del suo fabbisogno, da Russia e Ucraina. Inoltre, l’aumento vertiginoso dei prezzi dei beni di prima necessità e dei carburanti, ne impedisce nel Corno d’Africa, l’acquisto a tante famiglie.

Rinnovbili.it, sottolinea come anche la siccità si aggiunga a tutte le difficoltà già evidenziate. Sono, infatti, già tre-quattro anni che nella stagione delle piogge, le precipitazioni sono divenute molto scarse. La siccità favorisce la migrazione dalle campagne alla città, con ulteriore impoverimento della produzione di generi alimentari.

Il piano di risposta della FAO: mancano 172 milioni di dollari all’appello

La FAO ha lanciato un piano di risposta e mitigazione, per scongiurare la catastrofe umanitaria nel Corno d’Africa, ma per attuare tale piano, occorrono 219 milioni di dollari. Fino ad ora, l’Agenzia ne ha raccolti circa 47 milioni, ne mancano ancora 172 milioni di dollari per raggiungere l’obiettivo.

Si tratta di risorse che servono per la nutrizione, l’acqua, i servizi sanitari e igienici, la salute. Già nel 2010, Papa Benedetto XVI, aveva detto che le spese militari, sottraggono risorse ai paesi poveri (Fonte AGI).

Leggiamo su Vatican News che anche Papa Francesco ha affermato che per combattere la fame, la sete, le epidemie, le malattie e la schiavitù, occorrerebbe unire forze e risorse e non ricorrere alla guerra:

Destinare gran parte della spesa alle armi, vuol dire toglierla ad altro e continuare a toglierla ancora una volta a chi manca del necessario”.

Non dimentichiamo le necessità basilari per tante popolazioni, la civiltà non è pensare a politiche per il nostro benessere, ma preoccuparsi delle difficoltà di ogni uomo.

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