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Testimoni della fede. Federico Bernardeschi: campione di calcio senza dimenticare la spiritualità

Federico Bernardeschi è l’esempio di come, pur avendo un grande successo sportivo ed economico, si possano mantenere i valori di umanità e spiritualità che ci hanno formato e ci accompagnano nella nostra vita

Calcio e oratorio, sono un connubio quanto mai presente. Quanti campioni anche di anni passati, hanno dato i loro primi calci nei campetti accanto alla chiesa, magari con qualche giovane prete, che partecipava alla partitella. Quante formazioni delle squadre, sono state condizionate, dalla presenza o meno alla Messa. Cosa forse non pienamente giusta, fino in fondo, ma fatta con le migliori intenzioni, per aiutare i giovani a ritrovare se stessi e migliorarsi.

Allenatori o sedicenti tali erano per lo più impersonati da papà di buona volontà, ex calciatori, attenti non solo agli aspetti tecnici, ma anche a quelli educativi. Spesso conoscevano personalmente le famiglie dei ragazzi e sapevano parlare loro comprendendo le necessità e le aspettative di ognuno.

Questo è il calcio e lo sport in generale degli oratori: un mezzo e non un fine per aiutare l’uomo a formarsi nella sua interezza fisica e mentale.

Questo patrimonio, oggi si sta perdendo. Lo sport visto come mezzo di promozione umana e solidarietà interessa sempre meno. Attualmente, viene per lo più visto come importante possibilità di affermazione economica e muove interessi enormi che sono divenuti il fine principale.

Con questi presupposti, rimaniamo colpiti quando qualche giocatore prima di entrare in campo o dopo un goal, alza le mani al cielo o si fa il segno della croce, non sappiamo bene se per chiedere aiuto o protezione, in ogni caso è una esternazione che fa entrare il “sacro” in campo, sotto gli occhi di migliaia di persone.

Ci rincuora la storia riportata da ALETEIA, di Federico Bernardeschi, calciatore della nazionale, che ha sul braccio un grosso tatuaggio del Cuore Immacolato di Maria e sul costato quello di Gesù, un segno chiaro ed evidente della sua devozione.

Luigi Sparapani, parroco del calciatore, di cui ha celebrato anche le nozze e della sua famiglia, ha detto che, parlando con i genitori, questi gli hanno rivelato come Federico, quando preghi, non si senta solo, ma avverta la presenza di Cristo e della Madonna nella sua quotidianità.

Federico Bernardeschi è l’esempio di come, pur avendo un grande successo sportivo ed economico, si possano mantenere i valori di umanità e spiritualità che ci hanno formato e ci accompagnano nella nostra vita.

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