III assemblea generale straordinaria – Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione – Instrumentum Laboris
Il Vangelo della famiglia, le situazioni coniugali difficili, l’educazione alla vita e alla fede: sono i tre ambiti in cui si sviluppa l’Instrumentum Laboris che servirà a preparare i lavori del prossimo Sinodo straordinario dei Vescovi, in programma in Vaticano dal 5 al 19 ottobre 2014.
Il testo, che racchiude e sintetizza molte delle risposte al questionario sui temi del matrimonio e della famiglia, è stato presentato il 26 giugno dai cardinali Baldisseri ed Erdö e dal vescovo Forte.
Lo strumento è il primo frutto a seguito di una consultazione che, nella sola Italia, ha coinvolto 160 diocesi ed una ventina di diverse aggregazioni. Nel corso del 2013 Papa Francesco ha infatti indetto la III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi dedicando l’assise al tema “Le sfide pastorali della famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”. Papa Francesco ha deciso di stabilire per il Sinodo dei Vescovi un itinerario di lavoro in due tappe: la prima, l’Assemblea Generale Straordinaria del 2014, volta a precisare lo “status quaestionis” e a raccogliere testimonianze e proposte dei Vescovi per annunciare e vivere credibilmente il Vangelo per la famiglia; la seconda, l’Assemblea Generale Ordinaria del 2015, per cercare linee operative per la pastorale della persona umana e della famiglia. Il processo di preparazione dell’Assemblea sinodale Straordinaria si è avviata con modalità particolari; è infatti stato predisposto un Documento preparatorio e un questionario circa le principali sfide sulla famiglia. Per avviare il processo di consultazione il Documento è stato capillarmente diffuso al fine di ottenere dati concreti e reali sulla tematica sinodale.
Anche Ai.Bi. Amici dei Bambini e l’Associazione di fedeli La Pietra Scartata sono state invitate a confrontarsi sul tema e a dare il proprio contributo; tramite alcuni dei quesiti proposti nel questionario hanno così raccolto in sintesi la propria esperienza, la ricerca sociale, teologica e pastorale, le proprie riflessioni e considerazioni poi trasmesse all’attenzione della Conferenza Episcopale Italiana e del Forum delle Associazioni Familiari nazionale che ha volentieri accolto e fatto confluire nel proprio documento il contributo di Ai.Bi. e de La Pietra Scartata.
Mentre molti dei temi evidenziati nel percorso di consultazione allargata alle Chiese particolari e alle associazioni coinvolte, potranno essere richiamati e ripresi anche in occasione dell’Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo del 2015, l’attuale documento richiama alcune questioni che ci permettiamo di sottolineare anche per la trasparente consapevolezza di alcuni problemi che non vengono trascurati.
Unanime e trasversale nelle risposte è il riferimento alla violenza psicologica, fisica e sessuale, e agli abusi commessi ai danni in particolare delle donne e dei bambini. Si fa menzione anche dell’autoritarismo da parte dei genitori, che trova espressione nella mancanza di cura e di attenzione per i figli. La mancanza di considerazione per i bambini si unisce all’abbandono dei figli e alla carenza ripetutamente sottolineata del senso di una genitorialità responsabile, che rifiuta non solo di prendersi cura, ma anche di educare i figli, abbandonati totalmente a se stessi (n. 66).
Più episcopati segnalano il dramma del commercio e dello sfruttamento di bambini. A questo proposito, si afferma la necessità di rivolgere un’attenzione particolare alla piaga del “turismo sessuale” e alla prostituzione che sfrutta i minori specialmente nei Paesi in via di sviluppo, creando squilibri all’interno delle famiglie. Si sottolinea come tanto la violenza domestica, nei suoi diversi aspetti, quanto l’abbandono e la disgregazione familiare, nelle sue varie forme, abbiano un impatto significativo sulla vita psicologica della persona e conseguentemente sulla vita di fede, dal momento che il trauma psicologico intacca in maniera negativa la visione, la percezione e l’esperienza di Dio e del suo amore (n. 67).
Un’attenzione particolare viene poi riservata alle madri che non hanno marito e si prendono cura da sole dei figli. La loro condizione è spesso il risultato di storie molto sofferte, non di rado di abbandono. Vanno ammirati anzitutto l’amore e il coraggio con cui hanno accolto la vita concepita nel loro grembo e con cui provvedono alla crescita e all’educazione dei loro figli (n. 88).
Il tema dell’adozione è esplicitamente richiamato nel caso specifico di adozione di bambini da parte di persone in unione dello stesso sesso (n. 120), registrando nelle risposte pervenute dal percorso di consultazione e partecipazione, la contrarietà a tale prassi benché prevista da alcuni ordinamenti civili, perché viene posto a rischio il bene integrale del bambino, che ha diritto ad avere una madre e un padre, come recentemente e opportunamente ricordato da Papa Francesco nel suo discorso alla delegazione dell’Ufficio Internazionale Cattolico per l’Infanzia (BICE). Tuttavia, nel caso in cui le persone che vivono in queste unioni chiedano il battesimo per il bambino, le risposte, quasi all’unanimità, sottolineano che il piccolo deve essere accolto con la stessa cura, tenerezza e sollecitudine che ricevono gli altri bambini.
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