L’Ucraina si è rivolta alla Croce Rossa per procedere alla restituzione dei corpi di militari russi, ma la Russia si è rifiutata di riceverli

La pietà per i defunti è un valore che non dovrebbe mai mancare in qualsiasi uomo e per qualsiasi motivo. Questo dovrebbe essere più evidente in guerra, dove la morte colpisce tutti, senza alcuna giustificazione per chi perisce, ma solo per i mandanti.
Impressiona ancora oggi il quadro di Picasso “Guernica”, per la sua sconvolgente attualità, manifesto contro la guerra e le sue atrocità, dove la morte è protagonista della disperazione umana. L’esclusione dei colori vivaci a dimostrazione di come la guerra riesca ad appiattire l’uomo, privandolo di ogni sfumatura e rendendo gretto ed insensibile il suo pensiero. Pensiamo a quei tanti giovani militari, che sono stati mandati a morire, solo perché qualcuno glielo ha ordinato, o ai civili massacrati da operazioni belliche che hanno spento, ogni speranza, ogni progetto, ogni sentimento.
La dignità dei morti in guerra va rispettata. Sempre.
La dignità dei morti in guerra va rispettata. Sempre. Escludendo ogni assurdo gioco di figurine fine a se stesso per dimostrare inutilmente chi ha vinto o chi ha perso. Non è decoroso rifiutare il loro rientro in patria, come sembra aver fatto Putin, forse per non allarmare l’opinione pubblica interna. Solo il Santo Padre pare accorgersi di questa realtà. Solo Papa Francesco dice al mondo, senza reticenze, che la soluzione non è nell’uccidere più avversari con armi sempre più sofisticate, che creano solo un reciproco desiderio di escalation, rendendo sempre più difficile la pace.
Sull’ Avvenire, si apprende che l’OSCE, Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, accusa Mosca per l’uccisione di civili, tra cui molti bambini e spiega che: “La Russia è l’aggressore, è quindi responsabile di tutte le sofferenze umane in Ucraina […] anche quando sono direttamente causate dagli ucraini, perché questo non sarebbe successo se non si fosse difesa dall’invasione russa”. Di conseguenza “le violenze di Kiev potrebbero essere considerate una sorta di eccesso di legittima difesa“.
Il rispetto per i morti è un valore sancito a livello internazionale
Nelle convenzioni, il rispetto per i morti è un valore sancito internazionalmente e non è accettabile identificarli ed informare in qualche modo le famiglie con filmati, magari riportati dai social nei quali vengono evidenziati i corpi dei caduti. Si legge sempre su Avvenire come l’uso di software per il riconoscimento facciale che l’Ucraina ha usato per identificare alcuni caduti, non deve essere impiegato a fini propagandistici e resi pubblici. Viene anche detto che l’Ucraina si è rivolta alla Croce Rossa per procedere alla restituzione dei corpi di militari russi, ma che la Russia si è rifiutata di riceverli. Inoltre, non si ha la conferma che il comitato della Croce Rossa, sia stato autorizzato a visitare i prigionieri di guerra.
I combattenti non possono essere puniti, per la loro semplice partecipazione alle ostilità, ma solo se hanno commesso crimini di guerra, che dovranno essere accertati. Tra i casi controversi, vi è l’attacco attribuito a Mosca contro la stazione di Kramatorsk, quando un missile uccise 50 persone.
Secondo alcuni analisti il missile non aveva come obiettivo la stazione, ma un vicino sito militare. Il missile intercettato dalla contraerea, ma non abbattuto, sarebbe stato deviato precipitando sui civili.
Diamo dignità a tutti i defunti rispettiamo i loro corpi e le loro famiglie, vittime troppo spesso senza nome, che in mancanza dell’umana pietà affidiamo alla misericordia del Padre, perché solo Lui può vincere le barbarie dell’uomo.
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