Non famiglie “ideali” quelle che saranno insieme al Santo Padre per la Via Crucis, ma “reali”, costituite da genitori e figli “normali”, genuine ovvero con le difficoltà e le fragilità di tutte le famiglie”

Tra le 14 meditazioni e preghiere proposte per la celebrazione della via Crucis che viene presieduta oggi da Papa Francesco presso il Colosseo di Roma, viene riservata un’attenzione particolare all’accoglienza familiare: mentre la nona “stazione” della via Crucis è affidata ad una famiglia adottiva (i coniugi Silvia e Stefano Zappa, da sempre vicini e sensibili all’esperienza del movimento Ai.Bi. Amici dei Bambini), un’altra, la sesta stazione, vede coinvolta una famiglia che gestisce una “casa famiglia”.
Papa Francesco ha infatti desiderato affidare le meditazioni di quest’anno ad alcune testimonianze di una Chiesa viva, vivace e presente, attraverso le famiglie, anche quando aggregate in comunità, enti ed associazioni e altre realtà. Coinvolgere le famiglie risulta essere scelta coerente nell’Anno speciale che il Papa ha voluto dedicare all’esortazione post sinodale Amoris laetitia, nel quinto anniversario della pubblicazione.
14 meditazioni e preghiere realizzate dalle famiglie
I testi che verranno proposti avranno lo scopo di far raccontare a ciascuna famiglia una emblematica porzione della propria storia, una propria esperienza in grado di esprimere le dinamiche coniugali, il rapporto con i figli, il senso della fecondità nell’accoglienza, nell’impegno ecclesiale e sociale, nell’apertura alle vita.
Non famiglie “ideali” quelle che saranno insieme al santo Padre per la Via Crucis, ma “reali”, costituite da genitori e figli “normali”, genuine ovvero con le difficoltà e le fragilità di tutte le famiglie, che si scoprono autentiche non perché estranee al mondo o ad esso contrapposte, ma immerse nella storia di tutti, al fianco di tutte le famiglie del mondo, con la speranza di restituire a chiunque il gusto e il sapore della vita, della dedizione reciproca, della solidale vicinanza, cercando al di là di tutte le difficoltà culturali, sociali ed economiche, di raccogliere dalla creativa ricchezza del sacramento del matrimonio le energie per una vita familiare coerente con il Vangelo.
Saranno quindi le vicende familiari a proporre meditazioni e preghiere in occasione di questa particolare liturgia; saranno i racconti familiari, le esperienze di coppie, genitori, figli, nonni a rappresentare una trama narrativa quotidiana: saranno molte le famiglie del mondo che potranno identificarsi nelle brevi testimonianze che verranno proposte al Colosseo, stazione dopo stazione, mentre le famiglie protagoniste della Via Crucis si alterneranno nel sostenere la croce.
Le famiglie, con le proprie vicende, le proprie gioie, le proprie fatiche, potranno così proseguire in una sorta di stesura in itinere dell’esortazione Amoris laetitia, rintracciando le sue coordinate nella trama delle proprie storie. Una speciale finestra sul tessuto familiare, a volte fragile o lacerato, ma sempre risorsa e occasione di generosità inedite.
Meditazione e preghiera per la VI stazione della via Crucis
Questa la preziosa meditazione e la preghiera proposta per la VI stazione della Via Crucis (Gesù è flagellato e coronato di spine) dai coniugi che hanno fatto della propria dimora una “casa famiglia”:
“Pilato dopo aver fatto flagellare Gesù lo consegnò perché fosse crocifisso. Allora i soldati lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui” (Mc15,15.17-19).
La nostra casa è grande, non solo in termini di spazio, ma soprattutto per la ricchezza umana che vi abita. Sin dall’inizio del matrimonio non siamo mai stati solo in due. La nostra vocazione all’accoglienza del dolore è stata ed è tutt’ora, a distanza di 42 anni di matrimonio e tre figli naturali, nove nipoti e cinque figli adottivi non autosufficienti e con gravi difficoltà psichiche, tutt’altro che triste. Non meritiamo tanta benedizione di vita. Per chi crede che non sia umano lasciare solo chi soffre, lo Spirito Santo muove nell’intimo la volontà ad agire e a non rimanere indifferenti, estranei. Il dolore ci ha cambiato. Il dolore riporta all’essenziale, ordina le priorità della vita e restituisce la semplicità della dignità umana, in quanto tale. Sulla via dolorosa della vita di tanti flagellati e crocifissi, accanto a loro, sotto il peso della loro croce, abbiamo scoperto che il vero re è colui che si dona e si dà in pasto, anima e corpo.
Signore Gesù, che hai patito dolore e disprezzo, ascolta la nostra supplica: concedi alle nostre famiglie di imparare ad accogliere chi è feritoe a tutti noi di farci carico e di prendersi cura dei dolori degli altri.
Gianmario Fogliazza – La Pietra Scartata
Per leggere tutte le meditazioni e preghiere della via Crucis presieduta al Colosseo dal Santo Padre QUI
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