“Abbiamo detto loro: ‘Voi quel giorno rappresenterete tutti i bambini che ancora sono in attesa all’interno degli istituti. Tutti quei bambini per i quali l’abbandono non è ancora diventato dono”

Quest’anno a raccontare la Passione di Cristo, il Venerdì Santo, nella suggestiva cerimonia della via Crucis e a ripercorrere i passi del Salvatore, assieme al Santo Padre, a Roma, al Colosseo, protagoniste saranno le famiglie. Così ha voluto Papa Francesco nell’anno a loro dedicato, che si concluderà a Roma il 26 giugno.
Quattordici stazioni, quattordici famiglie che porteranno simbolicamente sulle proprie spalle la croce della Passione di Cristo, calandola nella quotidianità della vita domestica. Tra loro anche una famiglia ucraina e una russa, oltre che una coppia di nonni, una famiglia di migranti ed una famiglia adottiva di Ai.Bi.
Saranno infatti, Silvia e Stefano Zappa, membri della Pietra Scartata, associazione di fedeli, costituita da famiglie adottive e affidatarie e i loro tre figli: Sandra, Kakà e il piccolo ChenChèn, venerdì sera, a Roma, ad aiutare Gesù a portare la croce nel suo Calvario. A loro sarà affidata la nona stazione.
Saranno loro a dare voce e corpo al “grido” di tanti bambini abbandonati che ancora attendono di rinascere figli e a quello delle tante famiglie adottive che scelgono ogni giorno il cammino dell’amore e dell’accoglienza. Una strada lastricata di infinite gioie, ma anche di ferite difficili da rimarginare.
La croce della Passione è la croce dell’abbandono
“La croce della Passione di Cristo rappresenta per noi ‘la croce dell’abbandono’ – raccontano Silvia e Stefano- L’abbandono non si risolve, è un dato di fatto. Il compito di noi genitori adottivi è quello di caricarci di questo abbandono ed aiutare i nostri figli a portarlo, in modo tale che sia più leggero per loro questo carico. L’abbandono è una croce che nella loro vita periodicamente torna a pesare. A seconda dell’età la ferita torna a sanguinare”.
“Questa croce, che portiamo assieme ai nostri figli – spiegano i coniugi Zappa- non è solo della nostra famiglia. L’accoglienza deve essere dell’intera comunità”.
“Abbiamo bisogno della comunità nella quale viviamo: la parrocchia, la scuola, la famiglia, la società si devono prendere carico di questo ed aiutare le famiglie adottive”.
Preparazione, emozione e preghiera
Un momento importante, che i coniugi Zappa, non nascondono di attendere con un po’ di emozione. La prima cosa a cui hanno pensato è stata di prepararsi spiritualmente attraverso la preghiera: “Il nostro sacerdote ci ha consigliato di leggere ogni giorno i salmi del pellegrino dal 120 al 135. Ci sembra un’esperienza talmente grande e noi così piccoli, dover essere all’altezza di portare questa croce”.
Protagonisti della Passione di Gesù saranno i bambini
Venerdì non saranno i genitori i protagonisti della via Crucis, ma Sandra, Kakà e il piccolo ChenChèn. Silvia e Stefano ci tengono a specificarlo.
“I nostri figli sono i protagonisti della nostra vita e saranno i protagonisti di quel giorno. Sono loro che ‘ci hanno adottato e che hanno fatto la fatica più grande’”.
“Abbiamo detto loro: ‘Voi quel giorno rappresenterete tutti i bambini che ancora sono in attesa all’interno degli istituti. Tutti quei bambini per i quali l’abbandono non è ancora diventato dono”.
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