Dei 10 mila cristiani che c’erano nel governatorato di Idlib, oggi in città è rimasto il solo Michel Boutros. 90 anni, senza elettricità in casa, ma “con tutto quello che mi serve… Perché il Signore si prende cura di me”
Prima che la guerra sconvolgesse la Siria, ormai oltre 10 anni fa, nel governatorato di Idlib, secondo statistiche non ufficiali, vivevano circa 10mila cristiani. Dal 2012 il loro numero ha cominciato a diminuire, specie a partire dal 2005, quando la maggior parte dei residenti ha iniziato ad andarsene dopo la presa della città da parte dell’opposizione. Oggi, i cristiani rimasti si sono ormai ridotti a circa 200, meno dell’1% di chi è rimasto a idlib. Tra loro c’è il novantenne Michel Boutros, la cui tenacia lo ha reso un simbolo di resistenza.
La fede per resistere di fronte alla guerra
Boutros, nato nel 1931, è l’unico cristiano che ha insistito per rimanere a Idlib, senza mai lasciare la sua casa, le cui pareti sono decorate con immagini religiose cristiane.
Immagini che non si trovano in altri posti della città, visto che di cristiani non ce ne sono e chiese nemmeno, tanto che Boutros, in una intervista, ha raccontato di pregare a casa.
Quella stessa casa dalla quale ha visto “battaglie e tutti i tipi di calamità”, ma che non ha mai abbandonato, riuscendo, nonostante tutto, a essere “felice, rilassato e rassicurato”
Boutros non è ricco: in casa non c’è elettricità, ma lui riesce a cucinare un pasto al giorno, fare la doccia da solo e avere tutto ciò di cui ha bisogno: “Ringrazio il Signore per questo – ha raccontato. Perché il Signore si prende cura di me mentre sono qui a casa mia”.
A Idlib Ai.Bi. porta avanti da tempo un progetto a sostegno dei minori e delle famiglie in difficoltà. Chiunque può dare il proprio contributo visitando la pagina dedicata sul sito di Ai.Bi.
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