Il Papa è stato invitato più volte a recarsi personalmente nella martoriata Ucraina, ma la sua mancata risposta, fa intendere che non desidera schierarsi a favore di qualcuno, per evidenziare che la sofferenza è di ogni uomo senza distinzioni
La vita umana ha un valore ancora oggi?
Pare che a questa domanda sappiano rispondere solo Papa Francesco e la generosità di tante persone semplici, che, senza chiedersi di chi è la ragione o il torto, pensano solo ad aiutare chi è in difficoltà, perché la morte, la sofferenza, la paura, non hanno un’etichetta, ma sono di tutti. Siamo portati a distinguere chi è l’aggressore e l’aggredito, ma dobbiamo chiederci, se si è fatto di tutto per evitare la tragicità della guerra.
Non è la logica del più forte e l’umiliazione dell’avversario che ci permettono di comprendere i nostri fratelli.
Dall’Avvenire apprendiamo, che l’ambasciatore ucraino presso la S. Sede Andriy Yurash, ha dichiarato: “Siamo commossi per l’importante sostegno, che il Paese sta ricevendo dalla Sede Apostolica”.
Il cardinale Parolin ha ribadito l’esigenza di aprire negoziati, ma la Russia non ha ad oggi fornito una risposta positiva. L’ambasciatore ha detto che se il Papa andasse in Ucraina la guerra si fermerebbe, secondo l’opinione della società civile.
Sulla Verità leggiamo che Papa Francesco ha detto in modo forte e chiaro “Non dobbiamo sconfiggere nessuno“. Il Papa è stato invitato più volte a recarsi personalmente nella martoriata Ucraina, ma la sua mancata risposta, ci fa intendere che non desidera schierassi a favore di qualcuno, per non compromettere i suoi canali diplomatici e per evidenziare che la sofferenza è di ogni uomo senza distinzioni. Una trattativa, che vuole veramente costruire la pace, non può avere l’obiettivo dell’umiliazione, ma deve essere capace di offrire una via d’uscita onorevole a tutte le parti in causa, per non lasciare conti in sospeso, come invece è successo nel secolo scorso, in cui molti trattati di pace non avevano i presupposti per costruire una vera pace, ma quello di stimolare una possibile rivincita.
La speranza della pace ci viene dall’esempio di tante persone comuni, il cui comportamento dimostra l’aiuto gratuito per il prossimo che soffre, chiunque esso sia.
Venerdì 25 marzo, il Papa, in San Pietro ha consacrato la Russia e l’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria, in contemporanea a Fatima il cardinale Krajewski ha compiuto lo stesso rito, anche il Papa Emerito Benedetto XVI si è unito alla preghiera. Partecipiamo anche noi alla supplica per la pace con il nostro sostegno.
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Sostieni anche tu la campagna di Ai.Bi. – Amici dei bambini dedicata alla crisi ucraina: BAMBINIxLAPACE. Chiunque può partecipare scegliendo una delle varie modalità di aiuto e vicinanza alle famiglie e ai bambini ucraini. Perché, ora, il loro futuro dipende anche da te”.
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