A lanciare l’appello sono 60 ragazze congolesi di Bukavu che come loro si autodefiniscono “generazione della guerra”: “non c’è nessun tesoro nascosto nella guerra. Con la guerra perdiamo i nostri genitori, fratelli e sorelle, i beni e la vita”
Dalla “lontana” e profonda Africa arriva un appello forte ai “Grandi della Terra”: fermate la guerra.
“Chi vuole la pace, prepari la pace”. È l’appello inviato a Fides, raccolto da suor Teresina Caffi, missionaria saveriana, che viene lanciato da 60 ragazze congolesi di Bukavu, il capoluogo del Sud Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, un’area che da decenni è attraversata da conflitti, perché non scoppi una nuova guerra in Europa a causa della tensione tra Russia e Ucraina.
A lanciare l’appello sono i giovani di Bukavu che come loro si autodefiniscono “generazione della guerra” “abbiamo subito molte disgrazie e traumi a causa di essa. Ecco perché vi preghiamo di non iniziare la guerra. Qualcuno ha scritto: “Se vuoi la pace, prepara la guerra”, ma noi diciamo con Papa Francesco: “Chi vuole la pace, prepari la pace”
Nel loro appello le ragazze sottolineano che “non c’è nessun tesoro nascosto nella guerra. Con la guerra perdiamo i nostri genitori, fratelli e sorelle, i beni e la vita. Durante la guerra abbiamo perso molti dei nostri nonni, che forse oggi potrebbero raccontarci la vita passata e insegnarci come comportarci nella vita.”
Il pensiero va soprattutto ai più indifesi, ai ragazzi, ai bambini anche a quelli che ancora devono nascere “La guerra traumatizza le persone fin dal grembo materno. Quanti sopravvivono hanno grandi ferite interiori e spesso rimangono mentalmente, fisicamente o psichicamente handicappati”
“La vita sembra a molti senza valore. I bambini nascono, crescono e invecchiano in guerra ed è per questo che la guerra è diventata un’eredità di generazione in generazione.”
Le donne diventano vedove, gli uomini vedovi, i bambini rimangono orfani, i genitori perdono i figli. Tanti bambini non hanno mai conosciuto la loro famiglia; rimasti senza casa, vivono per strada e non sono mai stati a scuola”.
“La vita sembra a molti senza valore. I bambini nascono, crescono e invecchiano in guerra ed è per questo che la guerra è diventata un’eredità di generazione in generazione.”
Ma soprattutto la guerra allontana da Dio, perché non rispettiamo l’opera della sua creazione e il suo progetto di amore e di fratellanza tra gli esseri umani. Siamo tutti figli dello stesso Padre: se conoscessimo il valore della nostra esistenza, non oseremmo versare il sangue di un altro essere umano.
“Vi supplichiamo per l’amore di Dio, nostro Creatore, che conosce il numero dei nostri capelli, cercate di riconciliarvi, dimenticate ciò che vi divide, deponete le armi. Ci sono diversi modi per trovare un compromesso senza andare in guerra. Siamo fratelli: perché farci del male a causa di questo mondo che passerà? Questa terra non ci appartiene: prima o poi la lasceremo. Prendiamo coscienza del dono prezioso che Dio ci ha fatto: la vita!”
“Dobbiamo essere “tutti fratelli”, come dice Papa Francesco. Per combattere tutte le sfide dell’umanità, come la pandemia, i disastri naturali, dobbiamo camminare insieme. Viviamo nella giustizia, quella che ci farà vedere l’altro come un fratello, una sorella da amare, con cui camminare e vivere insieme. Vogliamo conoscere la gioia, la pace, la giustizia, la fratellanza. Vogliamo costruire un mondo nuovo! Possa la pace regnare in quest’anno 2022 a Bukavu e in tutto il mondo. La Vergine Maria interceda per noi”.
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