“…E in quel paese del Monferrato hanno fatto subito una raccolta e, imbottito di morfina, lo hanno messo sull’aereo, lui e un compagno, e lo hanno inviato perché potesse morire tra le braccia del suo papà…”

Papa Francesco, al termine dell’Angelus di domenica 6 febbraio, in Piazza S.Pietro, ha posto l’accento sullo spirito di compassione, di accoglienza, di bontà verso il prossimo che alberga nel cuore di ogni uomo e l’ha fatto raccontando due eventi mesti, legati alla fine della vita, la prima di un bambino e la seconda di un uomo, ma attraverso i quali, brilla luminosa la luce di un popolo, quello marocchino nel primo caso, quello di Casal Monferrato, nel secondo, che si fa coeso, solidale, presente, per aiutare un fratello in difficoltà. Il Papa li chiama “I santi della porta accanto”.
Siamo bombardati costantemente da brutte notizie, provenienti da ogni parte del mondo e riprese costantemente dai media, abbiamo davvero bisogno oggi, più che mai, di luce e di serenità, di storie belle e buone. La Pietra Scartata si impegna ogni giorno a raccontarle: storie di accoglienza, di solidarietà e di bontà.
Riportiamo le parole del Santo Padre
“Noi siamo abituati a vedere, a leggere sui media tante cose brutte, notizie brutte, incidenti, assassinii… tante cose. Ma io vorrei oggi menzionare due cose belle. Una, nel Marocco, come tutto un popolo si è aggrappato per salvare Rayan. Era tutto il popolo lì, lavorando per salvare un bambino! Ce l’hanno messa tutta. Purtroppo, non ce l’ha fatta. Ma quell’esempio – oggi leggevo sul Messaggero –, quelle fotografie di un popolo, lì, aspettando per salvare un bambino… Grazie a questo popolo per questa testimonianza!
E un’altra, che è successa qui in Italia, e non uscirà sul giornale. Nel Monferrato: John, un ragazzo ghanese, 25 anni, migrante, che per arrivare qui ha sofferto tutto quello che soffrono tanti migranti, e alla fine si è sistemato nel Monferrato, ha incominciato a lavorare, a fare il suo futuro, in un’azienda vinicola. E poi si è ammalato di un cancro terribile, è in fin di vita. E quando gli hanno detto la verità, cosa avrebbe voluto fare, [ha risposto:] “Tornare a casa per abbracciare mio papà prima di morire”. Morendo, ha pensato al papà. E in quel paese del Monferrato hanno fatto subito una raccolta e, imbottito di morfina, lo hanno messo sull’aereo, lui e un compagno, e lo hanno inviato perché potesse morire tra le braccia del suo papà. Questo ci fa vedere che oggi, in mezzo a tante brutte notizie, ci sono cose belle, ci sono dei “santi della porta accanto”. Grazie per queste due testimonianze che ci fanno bene”.
Per leggere o ascoltare l’Angelus completo di Papa Francesco domenica 6 febbraio QUI
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