28 novembre 2021. Prima domenica di Avvento. Cristina e Fernando Carallo, della Comunità La Pietra Scartata – regione Puglia, commentano il passo del Vangelo secondo Luca (Lc 21,25-28.34-36)

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,25-28.34-36)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».
Il commento di Cristina e Fernando
La parola “avvento” significa “venuta” e per noi cristiani è riferita alla venuta di Dio; essa è un mistero che però conosce due momenti importanti: la prima e la seconda venuta di Gesù Cristo. Quest’ultima venuta richiede la nostra collaborazione. La Chiesa, Sposa dell’Agnello di Dio, collabora a questo evento.
Oggi la Parola del Vangelo ci richiama a questo, tracciando la linea da seguire per essere pronti alla Sua venuta. Nel Vangelo di Luca, Gesù consiglia agli apostoli di vegliare pregando e di fuggire da una vita che si fa distrarre da ciò che ci allontana da Dio. Il cristiano si deve preparare alla venuta del figlio di Dio con amore, equilibrio e sobrietà. I cristiani, in mezzo all’indifferenza del mondo, al suo materialismo devono accogliere da Dio la salvezza e testimoniarla con un diverso modo di vivere.
I genitori adottivi accolgono la salvezza di Dio diventando testimoni d’amore che si manifesta nell’accogliere il bambino abbandonato. Seguendo i nostri figli e guidandoli lungo il percorso della vita, sostenendoli anche quando in loro c’è ribellione perché vogliono trovare loro stessi, o quando accettiamo con amore e comprensione ogni loro scelta, aprendo il cuore solo all’Amore che dà senza chiedere nulla. Crediamo che in quei momenti noi seguiamo quella linea di salvezza che è segno dell’amore di Dio che va atteso, invocato e ricercato con pazienza e coraggio.
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