3 ottobre 2021. XXVII domenica del tempo ordinario. Donatella e Stefano Mazzoli, della comunità La Pietra Scartata Regione Emilia-Romagna commentano il passo del Vangelo secondo Marco (Mc 10,2-16)

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,2-16)
In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio». Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.
Il commento di Donatella e Stefano
In questo brano del Vangelo, Marco ci racconta di come i farisei tentano, ancora una volta, di mettere alla prova Gesù, cercando di farlo cadere in contraddizione su un argomento molto delicato e controverso quale il divorzio, sapendo che la legge di Mosè, in casi particolari, consentiva al marito di ripudiare la propria moglie. Gesù allora risponde che la legge è stata scritta da Mosè per la durezza del cuore dell’uomo, ma che all’inizio non era così. Dio all’inizio della creazione creò l’uomo e la donna insieme e li fece complementari come due facce della stessa medaglia, icona d’amore indissolubile. Gesù quindi spiega che, prima della legge di Mosè, Dio aveva pensato a un “disegno d’amore”, l’uomo non avrebbe dovuto mai essere solo e per questo gli ha messo a fianco la donna come compagna di viaggio.
Nella seconda parte del Vangelo Gesù vuole dare un significato più profondo alle sue parole. Con quel gesto di prendere i bimbi tra le braccia vuole sottolineare che ciascuno di noi deve diventare semplice come un bambino, per accogliere il regno di Dio e non erigersi mai a giudice nei confronti degli altri, non essere duri di cuore ma ascoltare la parola di Dio e, come i bambini, andare incontro all’altro.
Pensiamo allora a coloro che hanno conosciuto solo unioni dolorose e alle conseguenze che un fallimento d’amore può avere sui figli: i più piccoli sono i primi a soffrire per il divorzio dei genitori, per i loro litigi e per tutti i malintesi conseguenti alla rottura del matrimonio.
Pensiamo ai bambini abbandonati, la cui condizione spesso è conseguenza della disgregazione della famiglia d’origine e alla nostra bimba che ci ha fatto conoscere il dolore, le ferite e le paure che un fallimento d’amore trasferisce ai bambini quando sono vittime dell’abbandono.
Noi dobbiamo avere attenzione verso la storia e le origini dei nostri figli adottivi e ancora di più avere rispetto e comprensione per coloro che per amore hanno generato ma che poi con dolore hanno fallito.
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