Dentro l’estate della vergogna rileggo alla luce di oggi il semestre passato. Siamo nel naufragio o al varco di un mondo nuovo?
200 milioni di bambini stimati fuori dalla famiglia sono un orrore da cui non possiamo uscire indenni.
In una mia intervista di qualche tempo fa a Cinzia Bernicchi, dello staff di Presidenza di Ai.Bi., sulle adozioni internazionali, lei osservava: “Molti Paesi nel tempo hanno ratificato la Convenzione de l’Aja facendo proprio il principio di considerare l’adozione internazionale residuale, cercando quindi ogni possibilità per il minore di restare nel proprio Paese, o attraverso il reinserimento nella propria famiglia o cercando coppie del proprio territorio proponendolo in adozione nazionale. Il numero di minori adottati è passato dai 4.130 del 2010 ai 1.205 del 2019; il 2020 ha visto un’ulteriore contrazione dovuta alla pandemia purtroppo ancora in corso”.
Ripenso a quelle parole e al dolore per la perdita dell’Ambasciatore Luca Attanasio ucciso in Congo, tanto appassionato e impegnato sul tema e con cui avevamo condiviso anche l’urgenza di lavorare come sistema Paese sul Made in Italy dell’Accoglienza.
Nel suo nome abbiamo deciso di aderire all’iniziativa Last 20 per dare voce ai Paesi più poveri del mondo e, in essi, ai bambini e alle bambine senza voce, abbandonati. Abbiamo partecipato ai lavori di Last 20 in Abruzzo, partendo dal nostro impegno per queste aree interne, silenziose, spesso desolate, desertificate. Ricordando il lavoro con tanti ragazzi delle scuole di L’Aquila e Montereale post terremoto e durante la pandemia, in cui abbiamo con loro riflettuto non solo sulle problematiche del territorio ma di ciò che ci lega alle povertà, alle guerre, dall’altra parte del mondo, nel nostro mondo, fatto di tante sfumature, ma pur sempre di terra da camminare e di acqua da bere.
La forza dello stare insieme e di coltivare le relazioni credo sia il grande motore che genera l’umana resilienza di questa fiumana in cui ci troviamo a camminare come operatori di pace, a volte come protagonisti, a volte come accompagnatori.
Nelle mie conversazioni estive a Taverna Piedi, la mia casa così chiamata anticamente quando era uno stazzo di transumanza, con uno dei miei ragguardevoli ospiti, abbiamo ricordato la grandezza di Osvaldo, un pastore veramente amico mancato qualche settimana fa. Con Osvaldo ho trascorso la maggior parte del mio tempo di pandemia al rientro dai miei allenamenti quotidiani. Il suo gregge era tutto organizzato con i suoi fedelissimi amici cani: i paratori (o toccatori) e i pastori abruzzesi. Il paratore è quel lupetto abruzzese agile e attento che tiene unito il gregge e lo conduce.
Abbiamo tanto bisogno di paratori, in questo momento storico, dove nel pensiero dialogico dominante ci vogliono raccontare o che tutto fa schifìo o che la liberté va praticata oltre ogni sana logica naturale.
E il resto che accade al di fuori delle leggi di natura? Potrebbe essere tutto o niente. Dipende da noi il livello di mostruosità in cui vogliamo scendere per scoprire la parte più distruttiva di noi stessi, o la parte più bella e armonica. Non ci sono sconti. Dobbiamo sapere il prezzo che vogliamo pagare per prendere il treno del futuro. E non si tratta di intransigenza ma di una visione di futuro.
Certamente è forte la tentazione di abbandonarsi alla sensazione di naufragio esistenziale sotto questa calura, per fortuna in via di estinzione, dal nome infausto e divisivo. Ma è in certi momenti difficili, di nausea e di disgusto storico, che va tenuto alto l’impegno, anche silenzioso, per politiche concrete a misura di bambini e di famiglie.
A L’Aquila abbiamo appena celebrato la festa del Perdono, la Perdonanza voluta da Celestino V Papa nel 1294. Quello fu il Papa del Gran Rifiuto. Che dire dunque, del Gran Rifiuto delle potenze occidentali che hanno voltato le spalle all’Afghanistan e che ora cercano di raffazzonare parole e gesti solidali…. Quelle mamme che tendono i loro figli a degli sconosciuti perché tutto è meglio di ciò che vivono… non è certo uno storia migliore degli Auschwitz e dei Sachsenhausen del passato. Che questo mondo sia terra di sangue o di pace… dipende da ognuno di noi.
Marzia Masiello
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