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Carlo Verdone: “La famiglia è come una fortezza, in cui sentirsi accolti dentro un’alleanza”

L’attore romano, in un’intervista, racconta l’importanza dei legami familiari, l’esempio datogli dal padre e il suo rapporto con i figli. In una relazione di reciproco arricchimento e attenzione alla dimensione etica della vita

Siamo abituati a vederlo al cinema, sornione e sorridente, con la battuta sempre pronta, anche se mai banale. Ma Carlo Verdone è, al di là di questo, una persona colta e con un forte retroterra culturale e famigliare, come in tanti suoi film si può capire andando oltre la patina di divertimento e cogliendo quelle riflessioni che attraverso il riso vanno molto in profondità.

Lo dimostra una volta di più l’intervista che l’attore ha rilasciato all’Osservatore Romano in cui parla di figli e di famiglia proponendo spunti molto interessanti.
Primo fra tutti quello che indica come la figura paterna sia oggi molto in crisi, addirittura “scomparsi all’orizzonte”. Riferendosi all’incontro avuto con Papa Francesco, Verdone sottolinea come il Pontefice abbia usato molto spesso la parola “noi”: “Una parola – spiega – un po’ scomparsa dal nostro linguaggio comune. Oggi diciamo sempre di più ‘io’ e invece il Papa, con quella insistenza, ci ha ricordato che dobbiamo parlare in quanto ‘noi’: noi come comunità, noi come famiglia, noi come fratelli, noi come un tutt’uno. Forse perché la famiglia sta vivendo una gravissima crisi in questi ultimi decenni; le relazioni durano pochissimo e si assiste al fenomeno che l’amore e i sentimenti si consumano, proprio come gli oggetti… Questo conduce ad uno dei mali peggiori della società: la solitudine. La solitudine è data dalla mancanza di relazione tra figli e genitori e non saprei di chi sia la colpa…”

L’importanza dell’esempio dei padri nei confronti dei figli

Verdone sottolinea, poi, l’importanza degli esempi che si danno in famiglia, della bellezza di una battuta che sdrammatizza, ma anche della serietà nell’affrontare il proprio lavoro, proprio per far capire ai figli, con l’esempio, come debba essere vissuto l’impegno e la vita stessa: “Oggi gli esempi sembrano più rari. Forse perché, purtroppo, i padri rifiutano la propria età e vogliono mostrarsi più giovani dei figli e questo crea un grande caos”. Il pericolo principale è arrivare a concepire la vita e le relazioni come “beni di consumo”, che devi sempre aggiornare come si fa con un’applicazione del telefono, perché, altrimenti “vince la noia”. E, qui, la riflessione di Verdone si fa molto profonda e bella: “Io – dice – forse ci sono arrivato molto tardi a questa riflessione, ma ora mi rendo conto che amare una persona è un lavoro. Amare non è una cosa semplice ma un quotidiano impegno che ha dei momenti estremamente belli ma anche momenti faticosi”.

L’intervista poi prosegue parlando dell’importanza degli anziani nella società, come “beni preziosi da custodire e preservare”, mentre, invece, “si fa poco per loro”, per poi spostarsi sulla figura del padre, per la quale il Papa indica come modello, nella “Patris corde”, San Giuseppe., capace di vivere nell’ombra e nel silenzio ma di essere colui che prende le decisioni importanti, dimostrando un coraggio creativo sorprendente. “Senz’altro”, risponde Verdone, ricordando come suo padre sia stato per lui fondamentale da questo punto di vista e raccontando come lui stesso abbia cercato di fare con i suoi figli. “È sempre più difficile trovare persone che condividono alcune cose ed io fortunatamente una persona l’ho trovata: mio figlio… A chi mi chiede con quale amico vorresti andare a cena io dico: con mio figlio perché so che non mi annoierò mai”.
Molto bella la conclusione del ragionamento di Verdone: “Sì, è vero, io ho insegnato tante cose a loro, ma arriva un momento in cui sono loro che insegnano a te ed è il momento in cui devi stare molto attento, devi starli ad ascoltare, quando capisci che non sono più piccoli come credi, ma ti stanno ponendo delle domande, delle riflessioni molto importanti. Se si riesce a captarlo, questo è il momento in cui il rapporto si solidifica. La famiglia così solida diventa come una fortezza in cui ti senti protetto come da un calore particolare, ti senti accolto dentro un’alleanza. Io vedo che i miei figli vivono la loro vita con una forte dimensione etica e questa è la cosa che più mi fa piacere, così come quando scopro, a volte, che hanno più buon senso, coraggio e più forza di me”.

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