“Sono soprattutto quelle che rimangono incinte senza essere sposate a uccidere i loro piccoli: le ragioni principali per cui lo fanno sono la vergogna e la mancanza di un sostegno economico”

Madri che uccidono i propri figli, perché sole, perché nati al di fuori del matrimonio, perché le condanneranno allo stigma sociale ed alla povertà. Accade in Senegal.
Nel Paese l’infanticidio è la seconda causa di detenzione per le donne. “Sono soprattutto quelle che rimangono incinte senza essere sposate a uccidere i loro piccoli –riporta Vanity Fair– le ragioni principali per cui lo fanno sono la vergogna e la mancanza di un sostegno economico”.
Fatima, nome di fantasia racconta il The Guardian, in un articolo a cura della fotografa Maroussia Mbaye “ha scontato cinque anni di carcere per aver ucciso sua figlia appena nata”. Una storia difficile alle spalle, un primo figlio nato giovanissima dall’amore con un marinaio che è poi scomparso lasciandola sola ad affrontare lo stigma sociale. Un matrimonio non voluto, un divorzio da un uomo molto più grande di lei. Fatima è stata anche violentata da un leader religioso locale rimanendo incinta di una bambina. “Non volendo che suo figlio soffrisse la vita da emarginato – si legge sul giornale- ha cercato invano un’alternativa. L’aborto non era un’opzione in quanto le mancavano i mezzi e le connessioni. Ha partorito in una stradina disseminata di spazzatura. Per tre giorni ha nascosto la bambina ai suoi datori di lavoro prima di soffocarla definitivamente”.
Una domanda martella nella testa. Perché? Cosa si può fare?
Il primo grande problema di queste donne è la vergogna, la mancanza di sostegno da parte della comunità. L’altra, il perdersi delle forme educative tradizionali. Una volta, come sottolinea il “The Guardian”, esisteva la Badiane, che insegnava alle giovani che si avvicinavano alla pubertà i segreti della sessualità e della contraccezione, oggi questa figura si è andata perdendo. Così le giovani donne si ritrovano sole.
“Avere un figlio – spiega l’imam Mbaye Niang, deputato all’assemblea nazionale del Senegal- al di fuori del matrimonio è qualcosa di serio e molto mal visto dalla società. Le donne che si trovano in questa situazione preferiscono soffocare il bambino piuttosto che subire la pressione della società”.
Di certo l’alternativa all’infanticidio non può e non deve essere l’aborto, perché una vita è una vita ed è preziosa sempre, fin dal suo principio, fin dal suo primo battito, nascosto nel grembo di una madre.
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