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Venezia. Benigni e la sua dedica d’amore alla moglie Nicoletta:”Conosco una sola maniera di misurare il tempo: con te e senza di te”

Hanno colpito molto le belle parole che Roberto Benigni ha dedicato alla moglie Nicoletta Braschi dal palco del Festival del cinema di Venezia, segno di un amore profondo che dura da tempo


Roberto Benigni ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera durante l’ultimo Festival di Cinema di Venezia. Ma più che questo, a “fare notizia” sono state le parole che l’attore toscano ha rivolto alla moglie dal palco, dedicandole il premio e manifestando la profondità del legame che li unisce da ormai 40 anni.
Un discorso molto bello, in cui l’ironia tipica di Benigni è arrivata a smorzare i toni quando c’era il rischio che cadessero nel “troppo”, ma dove ogni parola ha disegnato una traiettoria dritta al cuore della moglie e di tutte le persone che hanno visto e rivisto il discorso.

Un amore che dura da 40 anni, nel cinema e nella vita

Benigni ha ricordato il momento in cui conobbe sua moglie, la luce che sembrava emanare. Ha ricordato i meriti artistici di lei, l’aver fatto insieme “produzione, interpretazione e ideazione dei film”. Per questo, ha detto ancora Benigni, del leone d’oro vinto lui terrà la coda, mentre il resto del trofeo è di Nicoletta. Le ali, in particolare, perché: “Se qualche volta nel lavoro che ho fatto qualcosa ha preso il volo è grazie a te, al tuo mistero, al tuo fascino, alla tua bellezza, al tuo talento di attrice”.

Due, in particolare, le frasi che sono rimaste più impresse a tutti e hanno iniziato a circolare sui social come citazioni. La prima è quando Benigni ha detto, parlando di tutti i film fatti insieme, che per lui non è possibile misurare il tempo “in film”, perché “Io conosco una sola maniera di misurare il tempo: con te e senza di te”.
L’altra è quando, ricordando il loro incontro, Benigni ha scandito: “È stato proprio quello che si dice un amore a prima vista. Anzi a ultima vista. Anzi a eterna vista”. Una frase a effetto senza dubbio meravigliosa, “rubata” dall’attore a Nabokov, che la scrive nel suo romanzo Lolita (a dirla tutta, anche la precedente frase di Benigni è la parafrasi di un verso di una poesia di Jorge Luis Borges). Qualcuno, su questo, ha costruito una sorta di polemica. Ma si potrebbe rispondere con un’altra citazione, presa da un altro grande comico del cinema, Massimo Troisi che nel film “il Postino”, parlando con Pablo Neruda dice: “La poesia non è di chi la scrive, ma di chi gli serve”.

È servita a Benigni per fare una meravigliosa dedica alla moglie, ed è servita a tutti quelli che si sono commossi ascoltandola.

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