Solo con uno sforzo comune, condividendo equamente le risorse a nostra disposizione, potremmo combattere la tragedia e lo scandalo della sofferenza di tanti bambini
Ogni giorno nel mondo sono circa settemila i bambini sotto i cinque anni che muoiono di stenti a causa della malnutrizione.
Di fronte a questa tragedia, questo vero e proprio “scandalo” che urla giustizia, il Papa, non è certo indifferente e nell’Angelus di domenica 25 luglio, complice il passo del Vangelo di Giovanni (6, 1-15) che narra il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, con cui Gesù sfama una moltitudine di cinquemila persone venute ad ascoltarlo, ricorda a tutti l’importanza della condivisione.
Condividere le nostre risorse, poche che esse siano per il benessere di tutti.
“Gesù non crea i pani e i pesci dal nulla – spiega Papa Francesco nell’Angelus- no, ma opera a partire da quello che gli portano i discepoli. Uno di loro dice: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». È poco, è niente, ma a Gesù basta”.
Un piccolo dono gratuito, un piccolo gesto di carità che nelle mani di Dio, si è trasformato in un prodigio capace di sfamare folle immense.
“Noi amiamo aggiungere, ci piacciono le addizioni- ammonisce il Santo Padre– a Gesù piacciono le sottrazioni, il togliere qualcosa per darlo agli altri. Noi vogliamo moltiplicare per noi; Gesù apprezza quando dividiamo con gli altri, quando condividiamo”. È curioso che nei racconti della moltiplicazione dei pani presenti nei Vangeli non compare mai il verbo “moltiplicare”. Anzi, i verbi utilizzati sono di segno opposto: “spezzare”, “dare”, “distribuire”.
Non moltiplicazione quindi, ma maggiore condivisione ed equità per tutti. Solo così, con uno sforzo comune e con la possibilità di dividere equamente le risorse a nostra disposizione, potremmo combattere la tragedia e lo scandalo della sofferenza di tanti bambini.
“Anche oggi il moltiplicarsi dei beni non risolve i problemi senza una giusta condivisione – afferma Papa Francesco- Viene alla mente la tragedia della fame, che riguarda in particolare i più piccoli […]Di fronte a scandali come questi Gesù rivolge anche a noi un invito, un invito simile a quello che probabilmente ricevette il ragazzo del Vangelo, che non ha nome e nel quale possiamo vederci tutti noi: “Coraggio, dona il poco che hai, i tuoi talenti, e i tuoi beni, mettili a disposizione di Gesù e dei fratelli. Non temere, nulla andrà perso, perché, se condividi, Dio moltiplica…”
Per leggere l’Angelus completo di domenica 25 luglio QUI
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