23 maggio 2021. Solennità di Pentecoste. Donatella e Stefano mazzoli, della Comunità La Pietra Scartata (Emilia Romagna), commentano il passo del Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,26-27; 16,12-15)

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,26-27; 16,12-15)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
Nella liturgia di oggi l’evangelista Giovanni ci parla della promessa fatta da Gesù ai discepoli nel corso del suo discorso di addio: il dono dello Spirito Santo. Gesù ci mostra tutta la sua umanità nel rassicurarli, dicendo loro che non li lascerà soli ma che manderà loro un consolatore: lo Spirito Santo Paràclito. Quest’ultima parola vuol dire “chiamato accanto”: l’avvocato difensore, il consigliere col compito di assistere i discepoli nei momenti difficili e di stargli vicino nel loro cammino, quando saranno chiamati a dare testimonianza di Gesù dopo che lui sarà salito al cielo.
Lo Spirito Santo scaturisce dall’amore del Padre verso il Figlio e del Figlio verso il Padre, ci consiglia e ci viene in aiuto, non si sostituisce a noi nel risolvere i nostri problemi ma rappresenta una guida verso la verità che ci accompagna alla relazione con Dio e con Gesù Cristo. È un dono che il padre ci fa per dare testimonianza di Gesù, per ricordarci la sua parola e per farcene comprendere il significato, affinché anche noi possiamo renderle testimonianza attraverso la nostra vita, amandoci come lui ci ha amato.
Noi genitori adottivi e affidatari abbiamo chiesto allo Spirito Santo di guidarci nel nostro cammino di accoglienza e di aiutarci a superare i nostri limiti, le nostre paure e le nostre frustrazioni; nelle difficoltà è stato un nostro compagno di viaggio sempre pronto a consolarci e a sostenerci.
Ci siamo lasciati toccare dallo Spirito Santo, affinché gli occhi pieni di tristezza, di solitudine, di dolore dei bimbi abbandonati non ci facessero paura e non ci rendessero incapaci di accogliere le loro fragili esistenze, lasciandoci abbandonare, invece, tra le braccia di bimbi che chiedono solo che qualcuno li prenda per mano.
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