Salta al contenuto Skip to sidebar Skip to footer

Per una nuova etica della natalità: gli interventi di Papa Francesco, Draghi e De Palo agli Stati Generali

Gli Stati Generali della Natalità sono stati un momento storico che ha riportato il tema della nascita a una dimensione politica di primo piano e, soprattutto, alla dimensione etica che compete quello che è un segno del disegno di Dio


Gli Stati Generali della Natalità, tenutisi venerdì 14 maggio 2021 all’Auditorium della Conciliazione di Roma sono stati senza dubbio un evento di importanza storica: per la drammaticità dell’argomento “natalità”, prima di tutto, arrivato davvero a un punto in cui deve necessariamente essere riportato tra le priorità dell’Italia e dell’Europa; per l’importanza delle personalità intervenute, primo tra tutti Papa Francesco, quindi Mario Draghi, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, la sindaca di Roma Virginia Raggi, la Ministra per la famiglia Elena Bonetti e tanti altri. Ma la levatura storica dell’appuntamento l’hanno data soprattutto il tenore dei discorsi fatti. Per questo, da oggi, il sito de La Pietra Scartata pubblicherà i testi integrali degli interventi di Papa Francesco, che si può leggere già oggi, QUI, del Presidente del Consiglio Mario Draghi, online il 18 maggio, e di Gigi De Palo, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari, che verrà pubblicato il 19 maggio.

De Palo e il richiamo alla natalità come questione antropologica

Durante gli Stati Generali, il primo a intervenire, in quanto organizzatore e “padrone di casa”, è stato De Palo, il quale ha subito messo in chiaro come il problema della natalità non sia tanto un discorso demografico o di “numeri”, quando una questione più grande: “Una questione antropologica, culturale, politica. Un tema che ha che fare con i desideri e i sogni degli italiani. Nessuno escluso”. Perché fare meno bambini non significa solo che tra qualche decennio non ci sarà “chi pagherà le pensioni”, ma significa soprattutto aver trasformato quello che è un desiderio degli italiani (certificato da numeri e sondaggi), ovvero avere almeno due figli, in un lusso e in una delle prime cause di povertà: “Ma – ha chiesto De Palo dal palco – come può diventare fonte di povertà la nascita di un bambino? Un tempo era ricchezza. Oggi è uno dei cambiamenti che mette in difficoltà le famiglie.

Draghi: accompagnare e difendere la scelta delle famiglie di avere dei figli

La dimensione umana ed etica del calo della natalità è stata quella messa subito in luce anche dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, il quale ha anche sottolineato come renderla una tema centrale di discussione politica sia un fatto positivo.
Costruire una famiglia – ha detto Draghi – è da sempre una delle decisioni che “segna in modo irreversibile” le nostre vite. Una decisione che lo Stato dovrebbe accompagnare e difendere, perché se le coppie che vorrebbero avere più figli finiscono per non farli, significa che il problema della natalità è ben più profondo, e chiama in causa una più generale mancanza di sicurezza e di stabilità di cui lo stato per primo dovrebbe farsi carico.
Da qui il discorso di Draghi è proseguito su toni più prettamente politici, con l’indicazione delle misure pratiche che il governo intende prendere nei prossimi mesi per tutelare le famiglie.

Il monito di Papa Francesco a considerare la vita come il primo dei doni di Dio

Gli interrogativi accennati da De Palo sono stati poi ripresi e amplificati da Papa Francesco, che all’inizio del suo intervento si è chiesto come sia possibile che “una donna debba provare vergogna per il dono più bello che la vita può offrire? Non la donna, ma la società deve vergognarsi, perché una società che non accoglie la vita smette di vivere. I figli sono la speranza che fa rinascere un popolo”. Bisogna tornare – proseguito il Pontefice – a mettere i figli al primo posto: il Vangelo dice cheLà dov’è il tuo tesoro sarà anche il tuo cuore”: qual è, dunque, il nostro tesoro? Cosa ci attrae? La famiglia o il fatturato? Bisogna avere il coraggio di scegliere cosa mettere al primo posto, perché a quello si legherà il nostro cuore.
La vita è un dono irripetibile di Dio, che gli uomini sono chiamati a tramandare di generazione in generazione con i loro talenti. In questo senso, dire no alla vita è come se si dicesse no al piano di Dio; come se si dicesse no al futuro, perché “Senza natalità non c’è futuro”.

Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


DONA ORA