Nadia De Munari, missionaria laica è morta a causa delle ferite riportate per un tentativo di rapina e monsignor Christian Carlassare, nuovo vescovo di Rumbek è stato ferito gravemente alle gambe da ignoti.
I missionari portano la parola di Dio nelle zone più remote e pericolose del mondo, mettendosi al servizio degli altri, vivendo per diffondere la luce del Vangelo, per tendere la mano ai più bisognosi, offrendo in dono anche la loro stessa vita.
Sono eroi coraggiosi che non chiedono nulla in cambio. Che decidono di portare la propria opera, la propria luce, lì dove ce n’è più bisognoso, trasformandosi, purtroppo, in alcuni casi in martiri dei nostri giorni.
Così è accaduto a Nadia De Munari, 50 anni, missionaria laica che aveva deciso di vivere tra i bambini più vulnerabili del Perù, aggredita mentre dormiva, in maniera efferata, con un machete o con un’ ascia, forse per un tentativo di rapina all’interno del centro Mamma Mia, una delle case famiglia volute da padre Ugo De Censi nell’ambito dell’Operazione Mato Grosso e spirata durante la notte di sabato.
Neanche il tempo di rivolgere un’ultima preghiera per Nadia che in un altro continente, in Africa, si consumava un ennesimo efferato atto di violenza nei confronti di un missionario italiano.
Tra la notte del 25 e il 26 aprile, infatti due persone armate hanno fatto irruzione nelle stanze dove si trovava monsignor Christian Carlassare, 43 anni, vicentino, missionario comboniano, sparando diversi colpi di arma da fuoco alle gambe.
A causa della notevole perdita di sangue, Mons. Carlassare è stato trasferito all’ospedale di Nairobi, In Kenya, per effettuare alcune trasfusioni, ma sembra comunque essere fuori pericolo.
Mons. Carlassare era stato nominato, lo scorso 8 marzo, da Papa Francesco nuovo vescovo di Rumbek .
Forse, si legge su Nigrizia: “a qualcuno non andava giù che un giovane venuto da lontano e che avesse lavorato per quindici anni con l’altro gruppo etnico preponderante nel paese, i Nuer, fosse stato scelto proprio per guidare la Diocesi di Rumbek”.
Mons. Carlassare, chiamando in Italia per rassicurare i propri cari sulle sue condizioni di salute, ha dichiarato, da vero Pastore: “Pregate non tanto per me, ma per la gente di Rumbek che soffre più di me”.
La sua ordinazione a vescovo è prevista per il prossimo 23 maggio.
Mons. Carlassare (foto Vatican News)
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