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Il Rosario dei Bambini Abbandonati. Non temere, annuncia

Nel primo sabato del mese di aprile 2026, si rinnova la preghiera del Santo Rosario dedicata ai bambini abbandonati di tutto il mondo e alle famiglie adottive e affidatarie. Commento e preghiere a cura di Anna e Sebastiano Carta (Gruppo famiglie Regione Piemonte)

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 28,1-10)

Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L’angelo disse alle donne: “Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto”. Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: “Salute a voi!”. Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: “Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno”.

Il commento di Anna e Sebastiano

Il brano di Vangelo di oggi ci parla di Risurrezione, di vita … ci permette di riflettere sul fatto di non avere paura, timore di affrontare le piccole e grandi difficoltà quotidiane: le donne affrontano un terremoto mentre vanno a visitare la tomba e vengono rassicurate da un Angelo.

È l’incontro con Gesù che spinge le due donne ad annunciare la gioia di Gesù risorto a tutti.

Nell’adozione, il bambino passa dal proprio terremoto interiore di sofferenza e solitudine, dalla ferita dell’abbandono alla nuova vita in famiglia.

Due parole chiave: “non temere” e “annunciare”.

Non temere”: per il figlio è la rassicurazione necessaria per affidarsi, per i genitori serve a superare i momenti difficili, la paura di non essere abbastanza o di non riuscire a colmare i vuoti del passato.

Annunciare”: nell’adozione è una testimonianza vivente di come l’amore vince la solitudine, la ferita dell’abbandono e di come è possibile generare oltre la carne.

Preghiamo

Nel primo mistero gaudioso contempliamo l’annuncio dell’Angelo a Maria.
Preghiamo perché ogni bambino abbandonato nel mondo possa rinascere a figlio.

Nel secondo mistero gaudioso contempliamo la visita di Maria a Santa Elisabetta.
Preghiamo affinché ogni famiglia accogliente non si senta mai sola e cerchi l’aiuto e il conforto di chi sta loro accanto.

Nel terzo mistero gaudioso contempliamo la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme.
Preghiamo perché ogni bambino abbandonato venga accolto in famiglia.

Nel quarto mistero gaudioso contempliamo Gesù che viene presentato al Tempio da Maria e Giuseppe.
Preghiamo perché ogni bambino non si senta perduto e possa trovare conforto in Maria e in chi lo accoglie e accompagna nel suo cammino di crescita.

Nel quinto mistero gaudioso contempliamo il ritrovamento di Gesù tra i dottori nel Tempio.
Preghiamo per i governanti ed i responsabili delle istituzioni perché sappiano adoperare la loro autorità con sguardo attento verso i bimbi abbandonati e bisognosi di una famiglia.

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