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Il Rosario dei Bambini Abbandonati. Abbiamo incontrato il “buon pastore” accogliendo i nostri figli

Nel primo sabato del mese di febbraio 2026, si rinnova la preghiera del Santo Rosario dedicata ai bambini abbandonati di tutto il mondo e alle famiglie adottive e affidatarie. Commento e preghiere a cura di Marialuisa e Massimo Cecchetti (comunità La Pietra Scartata, Patriarcato di Venezia, Regione Veneto)

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6,30-34)

In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Il commento di Marialuisa e Massimo

Quante cose anche noi abbiamo fatto o potevamo fare; quante cose abbiamo insegnato o abbiamo cercato di farlo. Ci risulta però difficile comprendere l’invito ad andare in disparte, a riposare un po’, figuriamoci poi in un luogo deserto: con tutto quello che c’è da fare…
Quasi a voler essere noi gli artefici della nostra vita, del destino dei nostri figli strappati all’abbandono e magari anche degli altri “nostri figli” che attendono quel pastore disposto a lasciare le novantanove pecore delle sue sicurezze per cercare quella che ha più bisogno.
Ma a pensarci bene, noi quel buon pastore l’abbiamo incontrato accogliendo i nostri figli, accogliendo le loro storie, le loro vite: era impresso nei loro sguardi.
È Gesù che, nel suo essere uomo tra gli uomini, ci spinge ad andare verso chi soffre, chi cade, chi è solo e abbandonato.
È Gesù che ha compassione anche di noi quando, nei momenti più difficili e impegnativi della vita, ci sentiamo come pecore che non hanno un pastore.
È Gesù che ha ancora molte cose da insegnarci.

Preghiamo

Nel primo mistero della gioia, ricordiamo l’annunciazione dell’Angelo a Maria Vergine.
Ti preghiamo, Signore per tutti i bambini e i ragazzi che subiscono l’abbandono a causa delle guerre affinché possano, grazie al tuo amore paterno, mantenere sempre viva la speranza.

Nel secondo mistero della gioia, ricordiamo la visita di Maria Santissima a Santa Elisabetta.
Ti preghiamo, Signore per tutte quelle famiglie indecise nell’intraprendere la strada dell’accoglienza affinché riescano a cogliere la chiamata che hai riservata proprio per loro.

Nel terzo mistero della gioia, contempliamo la nascita di Gesù nella capanna di Betlemme.
Preghiamo per quanti si adoperano in diversi paesi del mondo per la cura e la tutela dell’infanzia, non manchi mai loro la nostra vicinanza nella preghiera.

Nel quarto mistero della gioia, ricordiamo Gesù che viene presentato al Tempio da Maria e Giuseppe.
Preghiamo per quanti hanno una responsabilità giuridica o politica nei confronti dei bambini abbandonati, perché sappiano agire sempre secondo giustizia.

Nel quinto mistero della gioia, ricordiamo il ritrovamento di Gesù nel Tempio.
Preghiamo per i nostri figli accolti e amati, perché sappiano comprendere pienamente il grande dono che hanno ricevuto.

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