Nel primo sabato del mese di novembre 2025, si rinnova la preghiera del Santo Rosario dedicata ai bambini abbandonati di tutto il mondo e alle famiglie adottive e affidatarie. Commento e preghiere a cura di Piera e Francesco Ferruccio (comunità La Pietra Scartata, Arcidiocesi di Lanciano-Ortona, Regione Abruzzo)
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,1-12a)
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Il commento di Piera e Francesco
Gesù, in questo passo, evidenzia un dato di fatto: la vita è fatta di sofferenza e dolore che non si possono evitare, ma si devono affrontare, come dice Gesù, con fede, speranza e carità. Doni di Dio che sono fondamentali nella vita cristiana.
Le beatitudini sono le direzioni da prendere per la santità, la meta di ciascun cristiano. Le beatitudini sono un vero e proprio grido di gioia, un trampolino di lancio, la verità nuda e cruda che stiamo vivendo adesso in questa terra.
Rallegriamoci, esultiamo, perché il Signore non ci abbandona mai e Gesù ce lo dice e lo promette espressamente. Noi cristiani dobbiamo essere consapevoli di questo e diffondere questo insegnamento come ha fatto Gesù che si sedette, attirò i suoi discepoli, parlò e insegnò questo. Come in un focolare domestico quando un padre si ferma e parla con i propri figli per insegnare il vero senso della loro vita su questa terra.
Questo ci conferma che i figli si salvano se c’è un “padre” che, prendendosene cura, insegna loro la strada per la santità. Noi, che siamo prima di tutto figli, dobbiamo cercare e ascoltare questo “padre”. Noi, che siamo genitori cristiani, dobbiamo insegnare questo ai nostri figli, non solo con le parole, ma anche con i fatti. Ci vorrà tutta una vita, ma è necessario per la nostra e la loro salvezza.
In questo disegno divino, noi genitori adottivi pensiamo ai figli abbandonati che sono lasciati al loro destino. Il senso della loro accoglienza si arricchisce anche di un dovere spirituale: riannodare i fili della loro vita, staccati senza colpa, e favorire la realizzazione del progetto di Dio per ciascuno di loro.
Preghiamo
Nel primo mistero della gioia, contempliamo l’annuncio dell’angelo a Maria.
Ti preghiamo, Padre, affinché non ci lasciamo opprimere dalle sofferenze, ma da esse troviamo lo slancio per vivere la nostra vita con la gioia e la consapevolezza che attraversandola arriveremo a comprendere la vita in tutta la sua bellezza..
Nel secondo mistero della gioia, contempliamo la visita di Maria a Santa Elisabetta.
Ti preghiamo, Padre, per in nostri figli che ancora oggi vivono il loro abbandono come una colpa; aiutali ad affidarsi a noi che li amiamo in modo incondizionato.
Nel terzo mistero della gioia, contempliamo la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme.
Ti preghiamo, Padre, per tutti i bambini abbandonati. Proteggili e fa che non perdano mai la speranza di essere accolti come figli.
Nel quarto mistero della gioia, contempliamo la presentazione di Gesù al tempio.
Ti preghiamo, o Padre, per le coppie che di fronte alla loro sterilità si lasciano prendere dallo sconforto. Fa’ in modo che riescano a vedere l’amore di Dio negli occhi di un bambino abbandonato.
Nel quinto mistero della gioia, contempliamo il ritrovamento di Gesù nel tempio.
Ti preghiamo, Padre, per noi famiglie accoglienti, per i volontari, gli operatori affinché i nostri cuori siano sempre sensibili ai bambini in difficoltà donando loro un sorriso, una carezza, una famiglia.
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