Nel primo sabato del mese di maggio 2025, si rinnova la preghiera del Santo Rosario dedicata ai bambini abbandonati di tutto il mondo e alle famiglie adottive e affidatarie. Commento e preghiere a cura di Anna e Sebastiano Carta (gruppo famiglie Regione Piemonte)
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,6-14)
In quel tempo, disse Gesù a Tommaso: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».
Il commento di Anna e Sebastiano
Questi versetti del vangelo di Giovanni ci invitano a riflettere sull’unità tra il Padre e il Figlio, sull’armonia che c’è all’interno della Santissima Trinità, ma anche sulla unione intima che c’è tra il Maestro e i suoi discepoli.
La sequela trova il suo senso nella fede in Gesù, non nella conoscenza intellettuale della religione cristiana.
Il non sentirci all’altezza del discepolato fa sì che spesso siamo tentati di tenere le distanze da Lui, a causa dei nostri peccati o delle nostre paure a “lasciarci fare”, mentre l’unico requisito sta proprio nel metterci nelle sue mani e lasciare che sia Lui ad agire attraverso di noi.
Le parole di Gesù – “Anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi” – sono la conferma che la nostra capacità viene da Dio e solo nell’abbandono fiducioso a Lui potremo lasciarci inviare da Dio verso i nostri fratelli.
Preghiamo
Nel primo mistero della gioia ricordiamo l’annunciazione dell’Angelo a Maria Vergine.
Preghiamo perché le coppie sappiano rispondere sì all’accoglienza con fede e amore.
Nel secondo mistero della gioia ricordiamo la visita di Maria Santissima a Santa Elisabetta.
Preghiamo affinché ogni famiglia accogliente non si senta mai sola e cerchi l’aiuto e il conforto di chi sta loro accanto.
Nel terzo mistero della gioia si contempla la nascita di Gesù nella capanna di Betlemme.
Preghiamo perché ogni bambino abbandonato venga accolto in famiglia.
Nel quarto mistero della gioia ricordiamo Gesù che viene presentato al Tempio da Maria e Giuseppe.
Preghiamo per i governanti e i responsabili delle istituzioni, perché sappiano adoperare la loro autorità con sguardo attento verso i bimbi abbandonati e bisognosi di una famiglia.
Nel quinto mistero della gioia ricordiamo il ritrovamento di Gesù nel Tempio.
Preghiamo perché ogni bambino/a non si senta perduto/a e possa trovare conforto in Gesù e in chi lo/a accoglie e accompagna nel suo cammino di crescita.
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