Salta al contenuto Skip to sidebar Skip to footer

La famiglia cristiana: la scuola dell’amore

“Se desideriamo veramente la felicità dei bambini, dob­biamo dare loro l’amore che solo un padre e una madre possono dare nell’ambito della famiglia”

Secondo le ultime lettere pastorali sull’Educare del Cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano, la famiglia resta sempre “l’ambiente educativo fondamentale per ogni persona umana”. In altre parole, la famiglia è la scuo­la d’amore sia per i genitori sia per i figli. Essa “rappre­senta il luogo ideale dove poter superare entrambi i senti­menti di inadeguatezza e di inferiorità, poiché la famiglia costituisce la prima esperienza di socializzazione e il primo impatto con la società”.
“Inoltre, se nell’interno di essa esiste una matrice comu­ne affettiva e una capacità di dialogo, inteso come possi­bilità di scambio di stati d’animo, il bambino trova l’am­biente più favorevole per lo sviluppo della propria perso­nalità” (congresso internazionale CISF ’79).

I diritti del bambino

Il principio sesto della Dichiarazione dei diritti del bam­bino dice: “Egli deve, per quanto possibile, crescere sotto le cure e la responsabilità dei genitori e, in ogni caso, in un’atmosfera d’affetti e di sicurezza materiale e morale“.
Ancora l’arcivescovo di Milano dice: “I ragazzi hanno bisogno di figure paterne e materne, di persone prima che di cose. Non di persone qualsiasi, ma di persone che sen­tiamo “vive per noi” che abbiano un forte sentimento della nostra esistenza ed avvertano come indispensabile la loro esistenza per noi“.
“La presenza dei genitori è determinante per la crescita positiva dei figli e senza l’affetto dei genitori (o di persona sostitutiva) i figli cercheranno disperatamente di appagare questo bisogno in maniere false, in modi per nulla realistici”.
Perciò una società con delle famiglie in crisi, con dei bambini abbandonati non dovrebbe vivere tranquilla nep­pure un momento.
Di fronte all’attuale situazione dei minori nel mondo si ha l’impressione di aver troppo dimenticato l’appello delle Nazioni Unite per l’anno internazionale del Bambino: “Incoraggiare tutti i Paesi a rivedere il loro programma per la promozione del benessere dei bambini”.
In quell’anno Madre Teresa di Calcutta ha fatto sentire la sua voce appassionata: “Abbiamo bisogno di un cuore per amarli e di una mano per sostenerli”.
“Se desideriamo veramente la felicità dei bambini dob­biamo dare loro l’amore che solo un padre ed una madre possono dare nell’ambito della famiglia”.
Einstein ha detto: “Non ci sarà alcuna scoperta di pro­gresso, finché ci sarà ancora un bambino infelice nel mondo”.

Tutti figli di Dio

Un bambino, anche tredicesimo di famiglia numerosa, proprio o adottato, con occhi azzurri o a mandorla, nero o olivastro, handicappato o sieropositivo… Un bambino per quello che è, non per quello che fa, ogni bambino; che nessuno possa scegliere un bambino come si sceglie un televisore o un’automobile, che nessuno programmi il sesso, l’età, le caratteristiche somatiche, le attitudini e le qualità dei bambini per essere propri figli.
Per i cristiani i figli sono un dono di Dio, non una perso­nale proprietà: una sua immagine non una ripetizione stampata della nostra.
Dio dice: “Vi affido una mia immagine, vi faccio miei col­laboratori nell’amore e nell’educare”. Davanti a Gesù importa poco se questo bimbo è figlio nostro o altrui; è sempre figlio di Dio… sempre un dono suo. Tutti i bambini “fanno parte del suo progetto creati­vo, non sono lasciati al gioco del caso o al capriccio degli uomini”‘.
“Accettando con riconoscenza i figli dalle mani di Dio, a poco a poco ci accorgiamo di essere condotti e guidati dalla sua Sapienza e di diventare fedeli realizzatori non del nostro, ma del Suo progetto”.

(Don Carlo Grammatica)

Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


DONA ORA

Lascia un commento