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Difendere i diritti dei bambini

“I diritti dei bambini sono antecedenti a ogni convenzione o accordo politico ed è importante che la società si impegni a formularli adeguatamente, proclamarli con decisione e farli osservare con energia”

Con la Convenzione sui Diritti dei Bambini è stato com­piuto dalle Nazioni Unite un importante passo nell’impegno teso a sensibilizzare la comunità internazionale a tale vitale problematica. Ad essa presta vivo interesse anche la Chiesa nel desiderio di contribuire a ché i diritti dei bambi­ni vengano meglio riconosciuti e rispettati. Perciò la Santa Sede ha aderito alla Convenzione dell’ONU, pur non nascondendo alcune riserve, mentre avverte I’esigenza di approfondire maggiormente la peculiare verità del mondo dei bambini, per favorire l’adeguato accoglimento.
I diritti dei bambini, infatti, sono antecedenti a ogni convenzione o accordo politico ed è importante che la società internazionale, prendendo di ciò coscienza, si impegni a formulare adeguatamente tali diritti, a proclamarli con decisione e a farli osservare con la necessaria energia. Il grado di civiltà di una società, infatti, emerge anche e talora soprattutto, dalla capacità di difendere i diritti dei più deboli. Proprio per questo il coerente adempimento della Convenzione in parola può contribuire a migliorare i rapporti tra i cittadini, assicurando a tutti un futuro più umano.
I diritti dei bambini vanno, inoltre, considerati nel conte­sto della famiglia. Essi infatti hanno bisogno dei genitori ed hanno quindi il diritto di poter confidare in loro. È essenziale perciò che la trasmissione della vita sgorghi dall’amo­re dei genitori in un quadro di comunione profonda e vitale, che rappresenta l’ambito migliore per la formazione e la crescita umana e spirituale dei figli: “La prima e fondamen­tale struttura a favore dell’ecologia umana è la famiglia, in seno alla quale l’uomo riceve le prime e determinanti nozio­ni intorno alla verità e al bene, apprende che cosa vuol dire amare ed essere amati e, quindi, che cosa vuol dire in con­creto essere una persona”.

(Giovanni Paolo II)

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