Il mondo dei bambini è sempre un mondo da amare, non da assistere; ha bisogno del calore della famiglia, anche povera… ha bisogno di un padre e di una madre. È tempo di cominciare a prendere sul serio la “dichiarazione dei diritti del bambino”
Società per adulti, attenta solo all’età che conta, quella produttiva e dell’efficienza; a chi dà il meglio di se stesso.
Quale e quanto spazio riserva all’infanzia?
Un bambino può, in questa complessità “svilupparsi in maniera sana e normale”? (Diritti del fanciullo 1959).
Dobbiamo purtroppo ammettere che in questo tipo di società non c’è posto per il bambino. Troppi valori sono andati perduti o distorti e il bambino è il primo a risentirne.
Gli è stata sottratta la poesia dell’infanzia, il calore della madre, il nido della famiglia, la spontaneità, la possibilità di scelta.
Il bambino è forzato a diventare troppo presto adulto, bruciando tappe preziose con salti che incideranno per sempre sulla sua vita.
È tempo di cominciare a prendere sul serio la “dichiarazione dei diritti del bambino”.
Domani sarà troppo tardi.
Il mondo dei bambini è sempre un mondo da amare, non da assistere; ha bisogno del calore della famiglia, anche povera, e non della ricchezza delle pubbliche organizzazioni filantropiche; ha bisogno di un padre e di una madre, non di esperti assistenti sociali o premurosi pedagoghi. I bambini hanno bisogno di figure adulte stabili e di sicura fiducia, persone generose e significative per l’esercizio relazionale, per sentirsi e per essere figli e fratelli; hanno bisogno di autonomia guidata per esplorare il mondo, per conquistare identità.
Il mondo dei bambini è il mondo dell’attesa, della gradualità, della globalità, dell’integralità; i bambini non sono una fetta insignificante, peggio fastidiosa di umanità.
La complessità, la frenesia, il tutto anticipato subito, per I’infanzia è impoverimento, frode, disadattamento, robotizzazione, asservimento, spersonalizzazione. Il bambino ha diritto oggi più che mai a “diventare un membro utile alla società” (diritti del fanciullo 1959) maturando una personalità capace di socializzare e di servire liberamente il prossimo in generosa solidarietà.
Incominciamo, allora, subito, a prendere sul serio almeno la “dichiarazione dei diritti del bambino”.
(Don Carlo Grammatica)
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