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La grazia della Sterilità Feconda: la storia bellissima dell’adozione dei nostri cinque figli

L’adozione del piccolo Leonardo e la preghiera quotidiana del Santo Rosario ha spalancato le porte del nostro cuore e della nostra casa : così sono entrati Leonardo, Sofia, Chiara, Michelino e Michael

Massimo e Anna e Laveroni sono una coppia che vive a Stazzano, ai piedi del santuario di Montespineto. Si sono spossati nel 1986 e, dopo le nozze, hanno scoperto di non poter avere figli. Come raccontato in un bell’articolo del settimanale Il Popolo”, senza scoraggiarsi hanno deciso di intraprendere la strada dell’adozione e nel 1988 hanno compilato la domanda di adozione internazionale grazie all’aiuto dell’associazione Amici dei Bambini. Sono quindi partiti per il Brasile e hanno trovato, ad attenderli, Leonardo: un bambino brasiliano di sette mesi

La preghiera, compagna di viaggio 

Ad accompagnare Massimo e Anna in questo percorso di adozione c’è stata la preghiera: soprattutto quella del rosario, che ancora oggi li accompagna quotidianamente.
Pregare ci ha permesso di capire il lato più profondo dell’adozione e lì è iniziata la nostra vocazione ad accogliere. — spiegano Anna e Massimo —Abbiamo incontrato tanti bambini che avevano bisogno di una famiglia e quei due mesi sono stati per noi come il seme che marcisce nel terreno per produrre nuovo frutto. Da allora abbiamo sempre pensato che le mamme che abbandonano i loro figli spesso lo fanno come estremo gesto di amore, per consentire loro una vita migliore”.

La nuova vita con Leonardo e l’arrivo di Sofia

Quando sono tornati in Italia con Leonardo, ad Anna e Massimo era cambiato qualcosa nel cuore, qualcosa si era “dilatato”. Hanno frequentato un corso per genitori affidatari e sono stati scelti per l’affido a lungo termine di Sofia, una bambina di nove anni. Il loro rapporto con Sofia, all’inizio, non è stato sempice. “Ho pianto di dolore, si fatica di rabbia per il muro di gomma che lei si era costruito attorno per difesa» spiega Anna che, però, non ha smesso di amarla e di starle accanto.

L’appello per un’altra bimba

Qualche anno dopo, nel 1997, Anna ha letto sul settimanale “Vita” un appello per un’altra bimba. Chiara, di 16 mesi, era tetraplegica: nata prematura, un’emorragia cerebrale le aveva compromesso l’uso delle gambe e delle braccia. Dopo un rapido consulto con il marito, la coppia ha deciso di adottarla per darle una nuova possibilità. Oggi Chiara è una ragazza vivace e allegra.

Leonardo, Sofia, Chiara e…

Nel frattempo, Anna e Massimo avevano dato anche la disponibilità per l’adozione di un bambino down e così è arrivato anche Michelino, di un mese e mezzo, abbandonato alla nascita. È stato subito protetto e accolto nella nuova famiglia. “Grazie a lui abbiamo scoperto la bellezza dele persone semplici e non è vero che questi bambini non servono alla società, ma il realtà sono capaci di insegnarci molto”.L’ultimo ad arrivare in casa Laveroni è stato Michael, nel 2000, di nove anni. Era di Ventimiglia e aveva bisogno di una famiglia affidataria. 

Così Anna e Massimo hanno creato una grande famiglia e adesso hanno anche due nipoti.

“Tutti i giorni abbiamo sperimentato sulla nostra pelle il dono del Signore di essere accoglienti. Solo donando si può ricevere, perché è solo abbandonandosi che è possibile ricevere una misura straripante di generosità. Siamo totalmente a favore della vita e abbiamo fondato la nostra famiglia sull’aiuto di Gesù e di Maria e sulla preghiera. Siamo davvero certi che ogni forma di esistenza porti gioia e speranza e sia degna di essere vissuta”.

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