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Storie vere di accoglienza. La paura e i dubbi di Simona prima dell’adozione (1)

Simona si sentiva sbagliata solo perché, a causa della sterilità, non riusciva ad avere un figlio naturalmente

Nella mia vita non c’è sempre stato il desiderio di un figlio, anche perché come figlia mi sono sempre percepita come una gioia, ma anche come un peso e un sacrificio per i miei genitori.

Quando ho incontrato mio marito ho sentito che con lui avrei potuto formare una famiglia e ho iniziato a desiderare di avere un figlio. Prima del matrimonio ne abbiamo parlato varie volte: non parlavamo solo di un figlio biologico, ma anche di una eventuale adozione.

Per essere sincera, all’inizio pensavo a un figlio perché avrebbe dato senso alla mia vita, avrei fatto qualcosa di buono e giusto, ma questa non era la motivazione corretta e l’ho capito dopo.

Appena sposati abbiamo provato subito ad avere un figlio, ma ho percepito immediatamente che avrei avuto dei problemi; non conosco il perché, ma così è stato. È difficile spiegare cosa si prova, anche perché io ero sterile, mentre mio marito era “sano come un pesce”.

Mi sono sentita in colpa per parecchio tempo, ho cercato di mandarlo via, di allontanarlo da me, ma lui non mollava nonostante ce la mettessi tutta. Ero arrabbiata, perché anche in questo avevo fallito, mi sono sempre sentita nella mia famiglia l’ultima degli ultimi.

Ho tre fratelli e una sorella, la mia sterilità mi faceva sentire come un “non senso”. Poi il tempo passa, tante cure, ma niente da fare. Mi sottopongo a una fecondazione assistita, spinta soprattutto dal mondo che mi circondava: «Il figlio a tutti i costi, il figlio biologico è un diritto!».

Fortunatamente non andò a buon fine e in quel momento capii che non era per me, non era la mia strada, anche se mio marito era più disponibile a riprovare. Io desideravo un figlio in modo naturale. In quel momento ho capito che la nostra strada doveva essere un’altra e ho detto a mio marito: «Perché non iniziamo le pratiche per l’adozione?», in fin dei conti ne avevamo parlato… (continua) 

 

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