Durante la fase dell’abbinamento abbiamo deciso di non aprire il corposo faldone sulla patologia della madre: non volevamo farci influenzare durante la crescita di nostro figlio

Quando si decide di aprire il proprio cuore all’adozione, la situazione sanitaria di un minore o della sua famiglia può far paura e pregiudicare il sogno di un bambino di diventare figlio?
In base all’esperienza di questa meravigliosa coppia adottiva di Ai.Bi. sembrerebbe proprio di no. I due aspiranti genitori, divenuti poi gli amorevoli mamma e papà di Andrea (nome di fantasia), hanno deciso infatti, di non aprire il dossier sanitario del loro bambino in abbinamento, anche se bello corposo, per non farsi influenzare… Riportiamo di seguito la loro “storia di accoglienza”.
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Quando ci è stato proposto un abbinamento con un bambino, io e mio marito abbiamo ricevuto una scheda sintetica che riportava puntualmente la diagnosi della malattia della madre naturale.
All’inizio del nostro viaggio nel Paese straniero, l’Ente preposto ci ha voluto conoscere per definire alcuni passaggi. Durante tale incontro le assistenti sociali e le psicologhe ci hanno anche mostrato un corposo faldone sulla patologia della madre a conferma della diagnosi presente nella scheda per l’abbinamento.
Questa situazione ci ha colti di sorpresa, ma senza esitazione io e mio marito ci siamo trovati d’accordo nello scegliere di non consultare il faldone. Ci siamo comunque informati sull’età in cui nostro figlio potrà, eventualmente, richiedere informazioni sulla sua famiglia di origine (la maggiore età) e ci siamo dichiarati disponibili ad accompagnarlo, se ne avrà piacere.
Con mio marito non abbiamo voluto consultare il dossier sanitario per non farci influenzare durante la sua crescita.
Come per gli altri figli, abbiamo sempre cercato di valutare con obiettività le situazioni che via via si sono presentate e abbiamo chiesto consiglio ai medici, se necessario, anche alla luce della diagnosi della madre biologica comunque nota.
Onestamente questa nostra rapida riflessione è scaturita anche da un vissuto personale legato alla presenza in famiglia di parenti con malattie che danno luogo a situazioni di pregiudizio sociale.
Viceversa, se quel giorno avessimo scelto il faldone e in tutti questi anni ci fossimo confrontati con tutti i particolari di vita della madre naturale, avremmo messo nostro figlio maggiormente nelle condizioni di sentirsi libero di diventare semplicemente se stesso? In questa fase adolescenziale, Andrea, un giorno spensieratamente desidera diventare un musicista, un altro un calciatore. Sono sicura che qualunque strada intraprenderà, ci renderà orgogliosi perché è proprio un gran bravo ragazzo molto affettuoso!
Una mamma adottiva innamorata
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