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Bello il vostro Rosario per i bambini abbandonati! Mi sono sempre chiesto: come nasce questa preghiera?

Gentilissima redazione,

vedo che sul vostro sito avete una rubrica dedicata al santo rosario per i bambini abbandonati e ho letto i vostri commenti e le preghiere dedicate dalle vostre famiglie. Bello! Mi sembra che sia una preghiera “veramente incarnata” nella realtà quotidiana… come dice sempre il nostro grande Papa. Ma mi sono sempre chiesto… come nasce questa preghiera? Lo chiedo a voi perché vi vedo così preparati su questi temi di spiritualità.

Grazie Franco

Carissimo Franco,

la ringraziamo per l’interessante quesito a cui desideriamo risponderle riportandole il bell’articolo a firma di Padre Lamberto Crociani, docente di liturgia, pubblicato alcune settimane fa su Toscana oggi, che spiega chiaramente e sinteticamente l’origine e l’evoluzione di questa preziosa preghiera.

Lo riportiamo di seguito, quasi in versione integrale.

La tradizione latina del primo millennio non conosce il Rosario. La preghiera per eccellenza era appunto il Salterio, i centocinquanta salmi attribuiti dalla trazione biblica al re Davide. Le testimonianze più antiche ci ricordano che anche il popolo, specialmente la domenica, partecipava alla preghiera salmica. Sappiamo anche che col passare dei decenni il popolo perse la conoscenza del latino, quindi, la sua partecipazione alla preghiera liturgica divenne sempre di minor rilevanza. Pertanto, la preghiera salmica restò, per quello che fu possibile, tra il clero diocesano e nei monasteri, dove era solennemente cantata ogni giorno […]

[…] quando giunsero nei monasteri persone desiderose di vivere la vita di conversione monastica senza avere alcun rudimento del latino: tale condizione rendeva impossibile la partecipazione attiva nel canto dei salmi. Attorno alla metà del secolo IX, quindi alla fine del primo millennio, forse nei monasteri dell’Irlanda, si cominciò a utilizzare per coloro che non conoscevano il latino una nuova forma di preghiera che in qualche modo avesse una relazione col salterio. Per questi uomini desiderosi di preghiera e conversione fu proposto l’uso di sostituire la recita dei centocinquanta salmi con altrettanti «Padre nostro», da pregare mediante l’uso di una cordicella dove erano stati fatti centocinquanta piccoli nodi.


Inizia così l’uso del cosiddetto Salterio dei poveri, ritenuti tali quelli che non potevano pregare i salmi. Questo sistema di preghiera si diffuse in tutti i monasteri europei per gli stessi motivi. Attorno al secolo XII si diffuse anche l’uso della Salutazione angelica nella sua prima parte: si nota pertanto come nelle istituzioni monastiche è annotato che il salterio dei poveri aggiungesse ai centocinquanta salmi altrettante Ave. Si comincia così l’uso che segnò l’inizio della preghiera del Rosario, che diventerà un vero salterio mariano fatto appunto di centocinquanta Ave Maria. Per la recita si continuò a usare la stessa cordicella annodata, che conservò per molto tempo il nome di Pater noster anche quando serviva recitare solo le Ave Maria.

Nel secolo XIV, poi, il certosino Enrico di Kalkar portò la preghiera del Rosario più o meno al sistema che anche oggi conosciamo: egli suddivise il salterio mariano in 15 decine inserendo, tra una decina e l’altra, il Padre Nostro. […]

Sicuramente l’apogeo del Rosario si ebbe il 7 ottobre 1571 con la battaglia di Lepanto contro la marineria turca. Si narra che sulle navi dai comandanti fino ai vogatori si combattesse e si morisse pregando il Rosario. Quando 23 giorni dopo la notizia della vittoria delle forze cristiane contro i Turchi giunse a Roma, il papa domenicano Pio V, che aveva benedetto per i combattenti lo stendardo col Crocifisso e i santi Pietro e Paolo e quello della Madonna con la scritta succurre miseris (soccorri i poveri), attribuì la vittoria alla recita del Rosario e istituì la festa di Santa Maria della Vittoria a partire dal 7 ottobre 1572. Gregorio XII mutò il titolo della celebrazione in Madonna del Rosario. L’evento di Lepanto e la conseguente istituzione della festa del 7 ottobre sono la principiale motivazione per cui il mese fu consacrato alla preghiera del Santo Rosario fino a oggi.[…]

La preghiera del Rosario è sicuramente la più diffusa nella storia del popolo cristiano, preghiera facile per tuttiMa allo stesso tempo preghiera completa, perché contempla tutto il mistero del Cristo Signore, cui è unita la Madre dall’Annunciazione fino alla Gloria. Per secoli i papi da Urbano IV (1261-1264) fino a Giovanni Paolo II sono tornati con i loro interventi a sostenere la recita del Rosario: non dimentichiamo l’insistenza di papa Paolo VI.

La tradizione ha visto lungo la storia tre aspetti fondamentali del Cristo e della Vergine compendiati nei tre gruppi dei misteri gaudiosi (dall’annuncio ai Nazaret al ritrovamento del Bambino nel Tempio), di quelli dolorosi (dall’agonia nel Getsemani alla morte in Croce) e di quelli gloriosi (dalla Resurrezione all’assunzione e glorificazione della Madre di Dio). Giovanni Paolo II ha aggiunto a questi misteri della tradizione secolare una nuova serie: i misteri della Luce. Questi si pregano il giovedì, a sostituzione dei misteri gaudiosi, e toccano le tappe fondanti della vita storica del Signore: il Battesimo al Giordano, le nozze di Cana, l’annuncio del regno con l’invito alla conversione, la Trasfigurazione e l’istituzione dell’Eucaristia. Notiamo nella scansione di questi misteri la complementarità e il completamento della serie tradizionali.
Così articolato il Rosario si presenta come una sintesi di tutto il Vangelo. […]

Carissimo Franco, speriamo di aver sufficientemente esaurito la sua curiosità e la invitiamo ad unirsi a noi, ogni primo sabato del mese, nella preghiera del santo rosario dedicata ai bambini abbandonati, sulla nostra pagina facebook QUI o sul nostro canale youtube QUI

La redazione

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