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Il perdono come risposta all’abbandono: la storia di Hugh Jackman

“Penso che avere dei figli mi abbia fatto guadagnare un altro livello di empatia e comprensione. […] Arriva un certo momento della vita in cui la smetti di accusare gli altri per come ti senti o per quello che non è andato bene”

Hugh Jackman e la madre (instagram)

Un bambino abbandonato dalla propria mamma si fa adulto. Cresce senza comprendere il perché di quella lontananza. La ferita, il distacco, il silenzio. Poi, quel bambino, diventa uomo, diventa padre e comprende la fragilità che anche una mamma e un papà possono portare con sé. E allora, in quel momento, quel figlio, diventato uomo, che ha provato l’esperienza della genitorialità decide di aprirsi all’accoglienza e al perdono e con esso lascia andare tutta la sofferenza che aveva custodito dentro il suo cuore per anni.

Così è accaduto anche all’attore Hugh Jackman. A riportare la vicenda è Aleteia.

Tutto il viaggio dell’attore è scandito in un’unica e semplice foto che lo ritrae abbracciato alla sua mamma pubblicata su instagram e che vede a commentarla solo una parola piena di significato: mum (mamma).

Una depressione post partum non diagnosticata e quindi mal curata aveva allontanato l’attore dalla sua mamma, quando aveva appena 8 anni. La donna decise infatti di lasciare l’Australia tornando in Inghilterra, per curare la sua malattia, divenuta sempre più radicata. Passò il tempo e non fece più ritorno.

Un bambino così piccolo non può capire ansie, problemi e scelte di un adulto. Capisce solo una cosa. Che la mamma non c’è al ritorno a casa da scuola. Che se n’è andata.

Rabbia… frustrazione… sofferenza… tutte emozioni che crescono nel corpo di un bambino che diviene adolescente: “Lo sport diventò una valvola di sfogo per la frustrazione – racconta Hugh Jackman a People così come riportato da Aleteia – Giocando a rugby tutta la mia rabbia veniva fuori, quella rabbia che io identifico con quella di Wolverine. Se durante una mischia fossi stato colpito, avrei esploso in una rabbia incontrollata. […] La rabbia era venuta fuori nel momento in cui mia madre se ne andò, ero un bambino timoroso che si sentì impotente”.

Poi il giovane Hugh è divenuto adulto ma soprattutto è divenuto padre: “Penso che avere dei figli – rivela sempre a People mi abbia fatto guadagnare un altro livello di empatia e comprensione. […] Arriva un certo momento della vita in cui la smetti di accusare gli altri per come ti senti o per quello che non è andato bene”.

Certo il dolore non si dimentica, ma il perdono è l’unica chiave per andare avanti, per non soffrire. Non è semplice. Arriva spesso dopo un lungo cammino di consapevolezza. La metà però vale il viaggio ed è ricca di significato. Non ha bisogno di tante parole, proprio come quella foto: “mamma”.

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