Il sì di Giovanna alla vita: Daniele ce l’ha fatta, e adesso sua mamma, che stava per lasciarlo andare, è felicissima
È una storia di vita e di accoglienza, quella oggi vogliamo condividere con voi.
Una bella storia luminosa, piena di gioia e di energia che ci aiuti a guardare il futuro con positività e fiducia verso il domani.
È la storia di un bambino che nasce. L’inizio del cammino del piccolo Daniele. Un evento ancora più dolce e ancora più bello, perché è il risultato di una vittoria della vita contro la morte.
Giovanna, la mamma del piccolo Daniele, forse presa da mille dubbi, difficoltà, solitudine, sconforto, ci aveva pensato… ad abortire… ma poi in lei ha prevalso l’amore, ha prevalso la vita e quando l’ha stretto tra le braccia era una mamma traboccante di felicità!
Cosa ha fatto propendere questa dolce mamma per la scelta della vita?
Certamente il suo istinto di maternità, il cuore pulsante della vita che gli cresceva dentro, la voglia di stringere il SUO bambino tra le braccia, ma anche l’incontro con chi, non offrendo solo “facili” soluzioni di “morte” le è stata accanto parlandole di “vita”, in questo caso “l’angelo” prende il nome di “Mariella”.
A raccontare della meravigliosa nascita di Daniele, avvenuta a gennaio di quest’anno è Maurizio Patriciello, in un articolo su Avvenire, di seguito ne riportiamo uno stralcio per condividere la gioia della vita anche con voi:
Ancora una volta ha vinto la vita!
Mariella mi corre incontro con un grido di gioia e mi mostra il video registrato col telefonino: «È bellissimo! È bellissimo!» Ed è proprio vero: quel bambino di poche ore che si agita nella sua culletta è proprio una minuscola, stupenda creatura umana. Un vero spettacolo, un gioiello preziosissimo, un’opera d’arte, Daniele. Ci siamo riusciti, ce l’abbiamo fatta, ancora una volta la vita ha vinto. E vogliamo inneggiare. Non alla nostra bravura – tentiamo solo di ricambiare il tesoro che abbiamo ricevuto in dono – ma alla forza della vita. Daniele è nato.
Ha corso il rischio più orribile che un essere umano può correre: essere trascinato via dal suo guscio, contro la sua volontà. Non è successo, grazie a Dio. I fatti sono questi. Giovanna, la mamma stava per arrendersi, tra l’indifferenza di alcuni e i consigli di altri perché si avvalesse delle leggi vigenti in Italia.
Poi un incontro con Mariella, donna dolce e forte. Mariella fa parte del nostro gruppo che si impegna nel campo della vita nascente. Una missione bella, ardua, esigente. Non poche volte queste persone vengono offese, bistrattate, accusate di voler rimandare indietro l’orologio della storia. Altre volte vengono tacciate di essere bigotte, inopportune. Altre volte ancora vengono accolte come angeli mandati da Dio. Un incontro fatto cuore a cuore, quello tra Mariella e la mamma di Daniele. Comprensione, dialogo, empatia, promesse di aiuti concreti.
L’invito a credere che la gioia che ogni mamma sperimenta quando stringe al petto il suo bambino le ripaga di tutte le sofferenze patite. È sempre stato così. Non ho mai visto una donna che fu sul punto di abortire, e fu aiutata a cambiare idea, rimpiangere la scelta fatta. Ho dovuto, purtroppo, sempre constatare quanto le ferite di un aborto procurato siano difficili da lenire anche a distanza di decenni. Conosco donne che contano gli anni di quel bambino non nato come se fosse vivo e dovesse spegnere le candeline. Con una tristezza immensa, naturalmente.
Daniele ce l’ha fatta, e adesso sua mamma, che stava per lasciarlo andare, è felicissima. Se la lingua italiana me lo permettesse, dovrei dire, per rendere il pensiero, che è super felicissima. Daniele è vivo. Vivo. Ha vinto la battaglia più pericolosa, silenziosa e ipocrita che si combatte sulla terra. È arrivato mano nella mano col nuovo anno che abbiamo accolto con tante speranze e altrettante paure. Giovanna adesso non smette di ringraziare il buon Dio che le ha impedito di fare quello che stava per fare, e coloro di cui il buon Dio si è servito.
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