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… quando spunta un raggio di sole

Un solo sorriso miracolosamente strappato alla disperazione di un bambino abbandonato, che ricomincia a vivere, ci spiega l’agire di Dio nel mondo più di mille trattati teologici”. Così Francesco, in una catechesi, dava risalto alla generosità di un papà e una mamma che stringono in un abbraccio un bambino senza famiglia. Come sottolinea l’Amoris Laetitia, “la scelta dell’adozione e dell’affido esprime una particolare fecondità dell’esperienza coniugale, al di là dei casi in cui è dolorosamente segnata dalla sterilità”. In realtà, molti coniugi coltivano questo sogno nel cuore, che permane anche se cominciano a nascere i figli. Purtroppo i costi, le pastoie burocratiche e la scarsità di aiuti, hanno finito per mortificare un desiderio così bello. Gli iter nazionali di adozione sono una via crucis. E, anche per bambini piccolissimi negli orfanotrofi, si protraggono talmente a lungo da condannarli a restare senza una vera casa. I percorsi internazionali costano, fra viaggi e altri oneri, decine di migliaia di euro e per le famiglie sono percepiti come un’utopia.

La scelta dell’affido è delicata ed esige distacco e disponibilità che pochi riescono ad avere. C’è da mantenere i contatti con i genitori biologici, e spesso si tratta di relazioni complicate. Può capitare di vedersi togliere il bambino, perché magari la mamma naturale è rientrata dal carcere, o sono mutate le condizioni. Qualche passo in più si è fatto, dando di recente la possibilità alla coppia affidataria di ottenere, in casi specifici, l’adozione definitiva del bimbo accolto. Tutti questi itinerari hanno bisogno di un cambio di passo e di un maggior gioco di squadra tra Tribunali minorili, assistenti sociali, psicologi e pedagogisti. Le stesse associazioni che accompagnano le famiglie avvertono un senso di scoraggiamento. Eppure, proprio con l’associazionismo, spunta qualche raggio di sole.

A Milano nel 2015, grazie alla donazione di una vedova siciliana, a opera di Ai.Bi. è sorta la Family House, una sorta di “clinica per la cura dell’abbandono. Oltre a due comunità mamma-figlio, c’è una culla per la vita, dove possono ricevere le prime cure i bambini abbandonati, insieme a una serie di servizi per le famiglie adottive. Interessante è l’innovativo Spazio neutro Beniamino, per l’incontro tra i genitori e i figli allontanati momentaneamente. Bambini e adulti hanno ingressi separati; gli operatori possono osservare tramite uno specchio unidirezionale i comportamenti dei genitori in contesti assolutamente quotidiani. Su adozione e affido occorre un impegno di tutti per un’inversione di tendenza.

Come dice l’Amoris Laetitia, “coloro che affrontano la sfida di adottare e accolgono una persona in modo incondizionato e gratuito, diventano mediazione dell’amore di Dio che afferma: ‘Anche se tua madre ti dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai’”. E come dice Francesco, “un solo uomo e una sola donna, capaci di rischiare e di sacrificarsi per un figlio d’altri, e non solo per il proprio, ci spiegano cose dell’amore che molti scienziati non comprendono più”.

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